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La Yugoslavia non c’è più

Da anni, ormai, la Yugoslavia non è più uno stato unitario. La guerra non è completamente alle spalle, ma la storia ha ormai sancito la divisione ed il nuovo quadro geopolitico. Ma un residuo del passato si è trascinato fino ad oggi: i nomi a dominio .yu. L’annuncio è avvenuto da poche ore: gli ultimi [...]

Da anni, ormai, la Yugoslavia non è più uno stato unitario. La guerra non è completamente alle spalle, ma la storia ha ormai sancito la divisione ed il nuovo quadro geopolitico. Ma un residuo del passato si è trascinato fino ad oggi: i nomi a dominio .yu.

L’annuncio è avvenuto da poche ore: gli ultimi 4000 domini .yu esistenti sono stati definitivamente spenti. La maggior parte di essi è passato sotto il dominio serbo .rs, in uso ormai da almeno un biennio. Il Serbian National Register for Internet Domain Names ha chiuso con una piccola cerimonia la storia dei domini .yu e tutti i ricordi che risollevano alle popolazioni locali.

La rete fatica ad adeguarsi alla politica ed i domini nazionali sono destinati ogni tanto a qualche sussulto dettato dai colpi di stato. La storia della Yugoslavia cancella oggi un residuato che a fatica si è trascinato fino al 2010, ed oggi stesso inizia la storia nuova di tanti paesi in cerca di pace. Ognuno, è il caso di dirlo, sotto proprio dominio.

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  • http://www.ecobb.it EcoBB

    Succederà in futuro anche per i .it? Avremo i .pad? I .ter? I .sud?
    Ai posteri l’ardua sentenza?

  • speech

    :-)

  • http://www.aleantonelli.altervista.org Gabbianone94

    LOL :)

  • renato

    a volte non è facile accettare una nuova realtà polico-geografica, sta di fatto che la yugoslavia non c’è più. altra cosa è dimenticare gli orrori delle guerre , recenti e passate e per noi giuliani e istriani, dimenticare la tragedia delle foibe ci riesce ancora difficile. quando poi troviamo personaggi politici, amministratori pubblici che negano gli orrori di quanto successo nella venezia giulia e istria a guerra finita….ebbene…non è questo l’aiuto che ci viene dato per accettare una nuova realtà.