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Internet Explorer batte un colpo

Nello stesso mese in cui IE6 cade sotto quota 5% a livello globale, IE8 sale sopra il 30% e continua la propria ascesa. Negli Stati Uniti, nel frattempo, Firefox e Chrome subiscono una battuta d'arresto che favorisce l'inversione del trend di IE

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Internet Explorer 6 è sceso sotto il 5% di diffusione sul mercato internazionale, mentre Internet Explorer 8 è salito sopra quota 30%. In questi due numeri si concretizza un avvicendamento atteso ed auspicato, nel quale il vecchio browser Microsoft (monopolista assoluto nei primi anni del millennio, ma caduto pesantemente negli ultimi 12 mesi) scende sotto una soglia minima simbolica nello stesso mese in cui l’ultima versione conferma la propria ascesa continua e costante.

I dati resi pubblici da StatCounter vedono Firefox 3.6 vicino al 20%, mentre IE7 scende rapidamente verso il 15%. Google Chrome 4.0 è al 6.53%, 2 punti percentuali dietro Safari. Ma Microsoft ha altri dati da sbandierare, poiché negli USA il momento sembra sorridere al browser di Redmond.

I dati raccontati invece da Microsoft (non pubblici, ma confermati nella sostanza da NetApplication) vedono negli USA la quota complessiva di IE salire dello 0.76% (raggiunge il 63.27%), il che significa che l’ascesa di IE8 è in grado di surclassare il peso della caduta di IE6 ed IE7. Al tempo stesso Firefox scende dello 0.24% e Chrome dello 0.45%, posizionandosi rispettivamente a quota 20.38% e 4.53%. Tali scostamenti non rappresentano alcuno scossone decisivo, ma al tempo stesso configurano una inversione di tendenza che dalle parti di Redmond è una sicura boccata d’ossigeno.

I dati, come sempre, descrivono realtà diverse in base al punto di vista da cui si analizzano. Microsoft sottolinea la crescita di IE8, Google ricorda il trend di Chrome e Mozilla può ribadire la posizione di forza di Firefox a livello mondiale. La realtà generalmente condivisa è quella per cui il mercato dei browser è oggi pienamente sano e concorrenziale, con i vari browser a strapparsi quote di mercato a colpi di novità come raramente era successo in passato. L’avvento di nuovi nomi nel settore ha peraltro evitato l’imporsi di un immobile dualismo e l’oligopolio sancito in Europa dal “Choice screen” dimostra oggi tutta la propria bontà.

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