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Trimestrale Google: bene, ma non benissimo

Il colosso di Mountain View ha reso note le cifre ufficiali relative al secondo trimestre 2010. In crescita i guadagni, soprattutto quelli provenienti dalla pubblicità, rispetto allo stesso periodo del 2009. Ma gli analisti prevedevano qualcosa in più

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Come accade ogni 3 mesi, in quel di Mountain View hanno tirato le somme, per avere un bilancio dell’ultimo trimestre. E i dati pubblicati non sono affatto negativi per Google, che anzi ha visto un buon incremento in termini di ricavi rispetto al secondo trimestre del 2009. A contribuire alla crescita del colosso delle ricerche sono stati quasi tutti i settori nel quale sono stati effettuati investimenti, con ricavi importanti soprattutto dal mondo della pubblicità sponsorizzata.

Il secondo trimestre del 2010, conclusosi lo scorso 30 Giugno, ha permesso a Google di ottenere un ricavo utile pari a 6,82 miliardi di dollari che, al netto di una serie di costi, diventano 5,09 miliardi. Tali cifre, se rapportate allo stesso periodo del 2009, rappresentano un incremento del 24% per le entrate di Google.

Cifre importanti, dunque, come commenta anche il CEO di Google Eric Schmidt: «Google ha avuto un importante secondo trimestre, con una solida crescita nei settori chiave del mercato, ed un incremento molto forte nei settori emergenti. Abbiamo visto miglioramenti in tutte le principali aree di produzione […] e siamo fiduciosi per il futuro, nel quale continueremo a investire intensamente nelle aree più importanti del mercato».

Gli introiti provenienti dagli inserzionisti ammontano a 2,06 miliardi di dollari, circa il 30% dei ricavi utili di Google: rispetto al 2009, si nota un aumento del 15%, mentre il paragone con il primo trimestre 2010 vede una perdita del 3%. Il costo medio per ogni click sulla pubblicità di AdSense è aumentato del 4%. Il 48% del totale dei ricavi di Google proviene dagli Stati Uniti, mentre il restante 52% è diviso tra gli altri Paesi.

La crisi economica che da diversi mesi affligge l’economia globale non ha investito invece Google, come sostiene Patrick Pichette, chief financial officer dell’azienda di Mountain View. Anzi, secondo lo stesso Pichette per avere prodotti di successo è necessario investire importanti capitali e Google non ha certo mancato di farlo: negli ultimi 3 mesi, infatti, sono ben 1200 i nuovi impiegati in casa Google, in particolar modo ingegneri e addetti alle vendite.

Nonostante l’andamento positivo per Big G, c’è da evidenziare come tali cifre abbiano tradito le aspettative degli esperti di mercato. I ricavi per azione, infatti, ammontano a 6.45 dollari, contro i 6.52 attesi dagli analisti. Come già indicato, inoltre, rispetto al primo trimestre sono diminuiti anche gli introiti provenienti dalla pubblicità. Tutto ciò ha avuto come diretta conseguenza un calo di 4,15 punti percentuali delle azioni di Google nel mercato after-hour della borsa di New York.

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