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Cina e Google Maps ai ferri corti

Entro marzo 2011 Google dovrà sottostare alle indicazioni del governo cinese per la rappresentazione del paese nel servizio Maps

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All’indomani delle scottanti rivelazioni di Wikileaks, tra le quali figurano anche documenti riconducibili a responsabilità cinesi negli attacchi a Google dello scorso anno, ecco palesarsi i presupposti per un nuovo scontro diplomatico tra il colosso dei motori di ricerca e la super potenza asiatica. Lo State Bureau of Surveying and Mapping (SBSM) del paese ha infatti reso noto che tutte le aziende interessate a fornire un servizio di mappatura del territorio,dovranno ottenere una specifica licenza a tale scopo entro il 31 marzo 2011, onde evitare di essere trascinate in tribunale a partire dal mese di luglio.

Questo per far sì che i confini cinesi siano rappresentati con precisione e senza alcun errore (a tale scopo l’SBSM ha lanciato in ottobre il servizio Map World), evitando così il rischio che territori ufficialmente appartenenti al paese siano riconosciuti, anche solo virtualmente, come indipendenti. Al momento, l’unica azienda che già dispone della licenza in questione è Baidu, leader nel campo delle ricerche online in territorio cinese con il 73% delle query gestite.

Google Maps è, ovviamente, il servizio che più di ogni altro potrebbe risentire della decisione presa dal SBSM. L’azienda di Mountain View sembra aver preso atto della richiesta avanzata da parte delle autorità cinesi e, come riportato sulle pagine di ComputerWorld, sta al momento analizzando la questione per capire quali siano i suoi effetti sulla qualità del servizio di mappatura in Cina. Non è quindi da escludersi una risposta negativa. In tal caso, tra gli scenari ipotizzabili, rientrerebbe la possibilità di veder ulteriormente incrinati i già delicati rapporti tra le due parti, con l’adozione di pesanti contromisure come l’oscuramento forzato del servizio.

Fonte: ComputerWorld • Notizie su: