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Google à la guillotine

Le autorità francesi puntano il dito verso bigG, accusando l'azienda di aver abusato della propria posizione dominante nell'advertising online

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L’antitrust francese si aggiunge all’elenco di quelli che già in passato hanno puntato il dito contro Google, accusando l’azienda di occupare una posizione di fatto monopolistica nel mercato dell’advertising legato alle ricerche online. Più nel dettaglio, l’autorità riconosce a bigG la capacità dimostrata nel corso degli anni di migliorare il proprio servizio con importanti investimenti, ma invita a fare chiarezza sull’abuso di tale situazione per stroncare sul nascere la crescita di potenziali concorrenti.

Proprio il mese scorso la Commissione Europea ha avviato un’indagine sul comportamento di Google e di altre società operanti nel settore dei motori di ricerca, con l’obiettivo di accertare l’attuazione di strategie commerciali finalizzate a penalizzare la concorrenza grazie a una situazione di monopolio. La Francia farà altrettanto, nel tentativo di garantire a tutte le realtà alternative a quella di Mountain View la salvaguardia di un mercato trasparente e dinamico.

Google, dal canto, suo ha risposto alle accuse attraverso un post comparso sul blog ufficiale, prendendo le distanze da quanto dichiarato dall’authority francese e ribadendo la correttezza della propria condotta: «Le pubblicità sul Web rappresentano solo una delle alternative a disposizione degli inserzionisti. Se il costo delle ricerche sponsorizzate cresce, questi sono liberi di adottare altre strategie, sia online che offline, a dimostrazione di come sia un mercato dinamico e competitivo».

Il fronte francese si apre a poche ore di distanza dai dubbi lanciati negli States prima contro la correttezza del motore nel redirezionare traffico verso i siti dello stesso gruppo di Mountain View, e poi in relazione all’accordo con ITA Software per il controllo del maggior servizio per la gestione delle informazioni relative al traffico aereo. Il malcontento cresce su più versanti, insomma, e la Commissione Europea potrebbe quindi fare da apripista ad una serie di approfondimenti ai quali Google dovrà saper rispondere motivando le scelte compiute e dimostrando la totale apertura del mercato su cui agisce il gruppo.

Fonte: Yahoo! News • Notizie su: