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Italiani e fibra ottica, un rapporto difficile

L'Italia ospita l'annuale appuntamento con la FTTH Conference 2011 sulla diffusione della fibra ottica, ma la situazione nostrana non è delle migliori

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Si è aperto in questi giorni a Milano l’annuale appuntamento con la FTTH Conference, evento organizzato per fare il punto sulla diffusione della fibra ottica nel continente. I primi dati presentati parlano di un incremento pari al 18%, negli ultimi sei mesi del 2010 per quanto riguarda gli abbonati a servizi FFTH (Fiber to the Home) in tutta Europa, con un volume di utenze che ha raggiunto complessivamente i 3,9 milioni. A trainare la promettente tendenza ci sono Lituania, Svezia, Norvegia, Slovenia e Slovacchia, seguiti da Portogallo e Lettonia. Decisamente meno incoraggiante il quadro riguardante l’Italia, al penultimo posto tra gli stati con almeno l’1% di famiglie che dispongono di una connessione in fibra ottica, davanti soltanto al fanalino di coda Turchia e dietro alla Repubblica Ceca.

Eppure il nostro paese era partito nel migliore dei modi, tanto che nel decennio scorso alcune città avevano rappresentato un modello per chi dall’estero guardava all’Italia come un esempio da seguire. Oggigiorno la situazione si è fatta meno rosea e, tralasciando alcune eccezioni come quella milanese, lo Stivale risente di politiche poco inclini ad agevolare investimenti sulle infrastrutture dedicate alla connettività, oltre che di un digital divide che ancora oggi rappresenta un vero e proprio freno per aziende e privati, soprattutto nelle aree rurali.

La fibra ottica raggiungerà in Italia il 20% delle case (ma anche enti e aziende) non prima del 2019, stando alle previsioni degli analisti di settore. Una stima che potrebbe costare cara in termini di competitività e che anche il direttore generale di FTTH, Hartwig Tauber, si augura possa essere smentita dalla messa in campo di efficaci strategie di sviluppo. Iniziative come Fibra per l’Italia, forti della partecipazioni dei più importanti attori nostrani per quanto riguarda le telecomunicazioni, rappresentano la giusta via da percorrere, potenzialmente in grado di spalancare la strada per la nascita di un portfolio di servizi legati al Web che andranno a toccare gli ambiti più disparati, come l’informazione, l’intrattenimento, l’educazione, la pubblica amministrazione e molto altro ancora.

L’attenzione degli operatori dovrà però svincolarsi da fini legati esclusivamente al ritorno economico, per non correre il rischio di ritrovarci tra qualche tempo con un’Italia a due velocità: connessa e capace di soddisfare le esigenze dell’era odierna laddove il numero di abbonati giustifica onerosi interventi infrastrutturali, e afflitta altrove dalle connettività lacunose oggi presenti. A tale scopo, come chiesto all’unisono dai relatori della FTTH Conference, servono interventi mirati e responsabili da parte di enti e organismi governativi, ovviamente nel pieno rispetto delle logiche concorrenziali imposte dal mercato.

Fonte: ISPreview • Immagine: Firas • Notizie su: ,