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Sembrava uno specchio, invece era Kinect

Il New York Times propone il prototipo di uno specchio sul quale è possibile visualizzare video, articoli, appunti, calendari ed altro ancora.

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Svegliarsi al mattino, specchiarsi e leggere le email. Lavarsi i denti e poter consultare le ultime notizie. Pettinarsi mentre si scruta il programma del giorno e magari annotare qualcosa tramite un comando vocale mentre ci si aggiusta la cravatta. Quella che potrebbe sembrare un’utopia (o un incubo, in base ai punti di vista) è un concept esistente realizzato nei laboratori di ricerca del New York Times.

Lo specchio è una superficie che nasconde l’intelligenza di un piccolo pc ed il controller di movimento proprio di Microsoft Kinect. Muovendosi di fronte allo schermo ed impartendo appositi comandi vocali, l’utente ha la possibilità di sfruttare lo specchio come una interfaccia su cui leggere, guardare video, navigare e, nel frattempo, effettuare tutte quelle operazioni che si compiono quotidianamente di fronte ad un semplice, canonico, specchio.

Il prototipo dello specchio intelligente del NYT è stato presentato dal responsabile R&D Brian House e rappresenta la concretizzazione dell’idea per cui l’informazione sia destinata a raggiungere qualunque luogo e qualunque strumento, mettendosi 24 al giorno a disposizione della persona che intende far uso di tali strumentazioni per arricchire la propria sete di aggiornamenti, notifiche, servizi e novità.

[vimeo]http://vimeo.com/28415670[/vimeo]

Nelle immagini disponibili è possibile notare la presenza di Kinect sulla parte laterale dello specchio, mentre sulla superficie riflettente compaiono le icone e le informazioni relative ai servizi a cui si ha accesso. Il NYT intende ovviamente portare su device di questo tipo anche i propri titoli ed i propri link, facilitandone così la distribuzione al pubblico. Il cliché dell’americano che legge il giornale durante colazione potrebbe così essere sostituito da quello dell’americano che si organizza mentre effettua le pulizie personali del mattino.

Trattasi di un concept a modo proprio interessante. Il tutto non tanto per le possibilità (limitate) che consentirebbe, quanto piuttosto per la dimostrazione di come le informazioni stiano mutando radicalmente i propri percorsi dalla fonte agli utenti, dematerializzando tutti quelli che sono stati i supporti del passato per giungere ove fino a soltanto pochi anni fa era impensabile arrivare.

[vimeo]http://vimeo.com/28416062[/vimeo]

 

Fonte: Nieman Journalism Lab • Notizie su: