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AOL, Microsoft e Yahoo: l’unione fa la forza

Microsoft, AOL e Yahoo si uniscono in un consorzio con il quale tenteranno di raccogliere una fetta più ampia nel mercato del display advertising.

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L’unione fa la forza e se si è in tre i risultati sono ancora migliori. AOL, Microsoft e Yahoo hanno pertanto di unirsi in un polo anti-Google per riuscire a trovare un varco nel mondo dell’advertising, coalizzando le rispettive strategie per unificare gli sforzi nella comune battaglia.

Il progetto potrebbe peraltro andare oltre il trio attuale: il consorzio sembra potersi aprire in futuro anche ad ulteriori realtà, dando vita ad un progetti di ampio respiro che possa calamitare più iniziative nello stesso calderone. Solo con i grandi numeri, infatti, si pensa di poter rivaleggiare contro chi sta monopolizzando il settore e pertanto solo rinunciando in parte alla propria indipendenza è possibile rastrellare risultati degni di nuovi investimenti. Uno per tutti, tutti per uno: l’immagine dei tre moschettieri è quella usata da All Things Digital per descrivere l’esperimento e le spade sembrano già essere affilate a dovere per poter iniziare la storia.

Il consorzio consentirà ad ognuno dei tre gruppi affiliati di vendere spazi promozionali delle proprietà altrui, creando così una commistione che i diversi reparti di vendita dovranno imparare a gestire. Il ritorno economico legato a tale collaborazione verrà spartito in revenue sharing ed avrà il pregio di trattenere l’utenza grazie all’ampia offerta a disposizione. Il consorzio lavorerà sulle inserzioni “Class 2 display”, mettendo così in comune le risorse impegnate nel promettente segmento del display advertising.

Si pensava che, con l’addio di Carol Bartz, Yahoo potesse diventare facile preda o di Microsoft o di AOL, ma a questo punto i progetti sembrano essere (almeno per il momento) differenti: le parti collaboreranno strettamente nei prossimi mesi per creare un polo anti-Google in grado di calamitare le necessarie attenzioni, così da creare una alternativa percorribile che possa monetizzare al meglio le pagine che i tre gruppi mettono in comune.

Fonte: All Things Digital • Notizie su: