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La 2a Guerra Mondiale cinguettata su Twitter

In un interessante esperimento mediatico, Alwyn Collinson ha iniziato a pubblicare su Twitter gli eventi della Seconda Guerra Mondiale.

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Twitter è stato protagonista, nel recente passato, di importanti eventi: dai terremoti alle rivoluzioni nelle terre arabe, il celebre social network ha raccolto in tempo reale le reazioni di giornalisti e gente comune coinvolti. Ma cosa sarebbe successo se uno strumento potente come Twitter fosse stato usato durante le guerre mondiali?

Una risposta ci è data da Alwyn Collinson, ventiquattrenne neolaureato in storia del Rinascimento presso la Oxford University, che ha avuto l’interessante idea di pubblicare su Twitter gli eventi della Seconda Guerra Mondiale come fosse oggi. Un progetto ambizioso che è partito il 31 agosto, 72 anni dopo gli eventi fatti scoppiare a seguito dell’invasione di Hitler, e che dovrebbe avere una durata di 6 anni, ovvero fino all’armistizio del 1945.

Sull’account @RealTimeWWII è possibile, quindi, leggere in tempo reale quanto avvenne durante la guerra che ha cambiato la storia del ’900, come se tutto accadesse oggi. E il profilo ha avuto così tanto successo che in poche settimane Collinson ha raccolto quasi 160.000 follower.

Inizialmente Collinson si è basato su alcuni libri autorevoli, oltre alle informazioni che è possibile ottenere effettuando una ricerca su Google. Ma successivamente i lettori hanno portato il giovane utente a consultare fonti sempre più ricercate e a link di diari di guerra. Tutto questo nonostante l’intento iniziale fosse quello di educare i suoi follower sulla sequenza temporale degli eventi, e di dare un senso di come la guerra appariva alla gente comune che, anni fa, non sapeva come sarebbe andata a finire.

Un’idea che ha trovato d’accordo il professor Max Hastings (autore di uno dei libri che rappresentano la fonte prima di tweet dell’account), secondo cui il progetto non può sostituire il tipo di narrazione coerente e analitica che solo i libri possono fornire, ma allo stesso tempo «offre un senso di immediatezza e ritmo che un pubblico più giovane, soprattutto, trova attraente».

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