QR code per la pagina originale

Il bicchiere in una mano e il mouse nell’altra

Il New York Times riporta un'analisi condotta da Gilt Groupe secondo cui buona parte degli acquisti notturni online è ad opera di utenti sbronzi.

,

Una volta sbronzi, c’è chi ride senza motivo, chi ha forti malori, chi inizia a provare stanchezza e, a detta del New York Times, chi inizia a fare shopping online. Il quotidiano statunitense ha infatti pubblicato una analisi nella quale la società Gilt Groupe delinea un quadro piuttosto chiaro della situazione: una buona percentuale degli acquisti effettuati durante la notte è ad opera di persone che hanno alzato il gomito.

L’analisi condotta dal gruppo non si basa certamente su dati raccolti direttamente dagli utenti, bensì sul confronto di alcuni pattern relativi al traffico ricevuto nel corso delle ore notturne ed agli acquisti effettuati durante le stesse. Tali informazioni mettono in luce come un bicchiere di troppo possa far perdere facilmente il controllo e dare il “La” ad una sessione di shopping online senza freni, portando a casa oggetti che altrimenti difficilmente finirebbero nel proprio cestino della spesa digitale.

Tale trend rappresenta dunque una nuova miniera d’oro per tutte le aziende operanti nel settore del commercio online, come evidenziato dal fatto che la stessa Gilt Groupe ha intenzione di incrementare notevolmente il numero di aste aventi inizio dalle ore 21 in poi al fine di sfruttare l’enorme traffico ricevuto in tale periodo della giornata. Anche eBay, mediante un proprio portavoce, ha confermato questa tendenza allo shopping sfrenato da parte di utenti che hanno alzato un po’ troppo il gomito.

L’alcool, insomma, rappresenta una nuova paradossale frontiera del commercio in chiave digitale: la perdita dei freni inibitori può rappresentare per molti utenti lo stimolo giusto per portare a casa nuovi oggetti e spendere cifre che in altre circostanze non avrebbero mai neppure pensato di sborsare, ma non una scusa per rifiutare un prodotto acquistato e consegnato a domicilio in attesa del pagamento.

Fonte: New York Times • Immagine: Martin Cathrae • Notizie su: