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Online Shopping

E-commerce, addio spese di spedizione

L'Europa rivoluzione l'e-commerce: nasce la Single European Payment Area, con spese di spedizione a carico del venditore.

Lo shopping online è un mercato in continua crescita, nonostante in Italia sia relegato ancora a un ruolo di nicchia. E mentre l’e-commerce decolla in tutto il mondo, con cifre quasi record raggiunte durante il periodo natalizio, l’Europa inizia a preoccuparsi della concorrenza. Il leader del settore sembra essere diventato la Cina, con 315 miliardi di dollari in transazioni, ed entro il 2015 pare che gli acquisti via Internet possano eguagliare, se non superare, quelli effettuati fisicamente in negozio. Come proteggere, perciò, un’economia che rischia di andare ad appannaggio esclusivo dell’Asia?

A rispondere a questa annosa domanda ci pensa l’Unione Europea che, spaventata dalle sorti dell’e-commerce del Vecchio Continente, ha deciso di passare all’azione per aumentare la portata dell’economia virtuale dal misero 3,4% attuale al 15%. Un valore di 200 miliardi di euro, pari quasi a 400 euro per singolo cittadino comunitario.

E quale miglior modo per incentivare lo shopping online se non tagliandone i costi? I Commissari europei all’agenda digitale, al mercato interno e ai consumatori dell’Unione Europea, ovvero Neelie Kroes, Michel Barnier e John Dalli, stanno pensando di giocare le carte della “Single European Payment Area“ e della riduzione delle spese di spedizione: tendere la mano all’acquirente è il modo migliore per invogliarlo ad avventurarsi in un mondo fatto di opportunità, ove concorrenza ed apertura rendono il mercato più performante e redditizio.

Per “Single European Payment Area” si intende la definizione di una zona finanziaria virtuale che possa garantire estrema sicurezza nelle transazioni per i cittadini europei, promettendo il diritto di recesso entro 14 giorni dell’acquisto, la restituzione completa della spesa entro due settimane in caso di prodotti non conformi alle aspettative, un’informazione dettagliata sulle peculiarità del venditore e sulla sua affidabilità, nonché un limite massimo di 30 giorni per le spedizioni. In questo modo, si cercherà di far leva sul consumatore che, sentendosi protetto nell’acquisto, abbandonerà le remore tipiche di chi si approccia per la prima volta all’oceano delle offerte vantaggiose di Internet.

Ma non è tutto: sempre per ingolosire i clienti armati di carta di credito, o sarebbe meglio dire di debito visto l’uso smodato delle tessere di pagamento ricaricabili in Rete, i venditori potrebbero essere costretti a sobbarcarsi i costi di spedizione qualora superassero il tetto minimo di 40 euro.  Si tratta di una strategia che, con tutta probabilità, non farà felici tutti gli operatori del settore, ma già da tempo messa in atto con successo dai più accreditati siti di moda del Web.

Se vuoi aggiornamenti su E-commerce, addio spese di spedizione inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

  • http://www.tecnomente.com/ gabriele

    Costringere il venditore a pagare le spese di spedizione sarebbe una soluzione strana ad un’idea di per sé bislacca, nei fatti è già il venditore che paga il corriere, come del resto è ovvio, dato che è uno dei costi del suo business. Indicare le spese di spedizione a parte è semplicemente un artificio per “ingannare” l’acquirente circa i prezzi.

    La soluzione non è una legge, perché come fatto notare dall’articolo chi non lo fa semplicemente paga in termini di clienti persi.

    • Guglielm

      Il venditore da i soldi al corriere che ha preso da me!!! Indicare le spese di spedizione a parte è un modo di far capire quanto costa ogni singola cosa.

      • Conkor99

        Inutile dire che questo non farà altro che aumentare i prezzi dei prodotti, se una cosa costava 100 € dopo questa legge costerà 115€, non credo che i rivenditori siano così propensi a rimetterci, infondo anche loro tirano a campare, senza contare che paypal e ebay leva già una percentuale sulla vendità al rivenditore. Credo che idee ottime per aumentare le vendite online ce ne siano parecchie, ma non credo che questa sia una buona idea, è soltanto uno specchio per le allodole, tipo i super sconti dei centri commerciali, roba che poi risulta rotta o altro, bisogna incentivare entrambi venditori e acquirenti.

      • http://www.tecnomente.com/ gabriele

        No, il corriere non è scelto dal cliente (al limite tra una serie di opzioni proposte dal venditore) ed è una spesa necessaria al business del venditore. Come tutte i costi di un business ricade sul prezzo finale, ma il fatto di mostrare questa specifica spesa (invece di cose come la manodopera, l’elettricità, etc.) è semplicemente un “trucco” legale per non far capire al cliente finale il reale costo fino alla fine dell’acquisto.

  • Marco Meli

    un’altra legge impone a qualunque sito di ecommerce di vendere in tutta Europa. I negozi sarebbero quindi costretti a “spalmare” sui prodotti i costi di spedizione, mediando quelle nazionali a quelle nazionali. Per negozi piccoli circa 10 euro o più ad oggetto. A vincere sarebbero i grossi stores quali Amazon che, a causa del numero di spedizioni, può contrattare con i corrieri dei costi molto bassi e quindi “regalarla” (oltre ad avere magazzini in tutte o quasi le nazioni): http://goo.gl/0XkZr

  • Cijsu


    14 giorni dell’acquisto ”Molte volte passano anche 30 giorni prima di ricevere l’oggetto, se uno non riceve l’oggetto come fa a rimandarlo indietro? dovrebbero essere entro 14 gg da quando si riceve a casa l’oggetto

  • LucianoNapoli

    Che idea assurda: forzare i venditori a regalare la spedizione per fare in modo di invogliare il cliente ad acquistare in Europa al fine di combattere lo strapotere della Cina.

    Ma alzare i dazi all’importazione nell’UE non sarebbe meglio e più semplice?
    In Argentina tutto ciò che entra dall’estero è gravato da imposte altissime che hanno costretto le multinazionali ad aprire fabbriche nel paese. In questo modo combattono lo strapotere cinese e creano posti di lavoro. Politici assurdi, ma che ci vuole a farlo anche in Europa?

  • Andrea Torino

    Preferirei che le strategie commerciali aziendali non fossero imposte, ma dove viviamo? Decide l’amministratore se far pagera o meno la spedizione…. Se c’è chi pensa di essere più bravo, faccia lui il nostro mestiere. Basta con modalità dittatoriali, pensavo fossimo in un paese libero e democratico….Ma forse mi sbaglio.

  • Asdasdasd

    Tanto non vengono annullate le spese. L’oggetto acquistato sicuramente costerà 10 euro di più…con spese gratis. Buffoni