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Google, 14.5 euro/ora per migliorare l’algoritmo

Google paga collaboratori a 14,50 dollari l'ora per migliorare l'efficienza dell'algoritmo alla base del proprio motore di ricerca.

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L’algoritmo alla base di Google è un po’ come la ricetta della Coca Cola o di altri grandi prodotti alimentari i cui ingredienti resteranno per sempre ignoti per chiare motivazioni economiche. Ciò non vuol dire però che non sia possibile migliorarli: è il caso proprio del colosso di Mountain View, il quale avrebbe avviato ormai da tempo una collaborazione con alcune aziende esterne al fine di assumere nuove figure professionali il cui compito è quello di valutare l’efficienza dell’algoritmo di ricerca.

A far emergere tale indiscrezione è proprio uno dei recensori, rimasto anonimo ma in grado di dimostrare la bontà della propria tesi. Il colosso delle ricerche online affida infatti ad alcuni partner il compito di individuare nuovi potenziali collaboratori al fine di affidare loro specifici compiti di analisi, individuando eventuali problemi nell’algoritmo di ricerca oppure possibili soluzioni per migliorarne l’efficienza. Prima di lavorare per il motore di ricerca più famoso al mondo è necessario però superare un’accurata fase di test, composta da due esami giudicati come piuttosto difficili.

I collaboratori non hanno in alcun modo contatti diretti con Google, che si limita a ricevere le recensioni ed a valutarle per individuare possibili miglioramenti da apportare all’algoritmo. Prima di raggiungere Mountain View, però, le recensioni dei vari collaboratori vengono confrontate per far emergere un unico parere riguardo ciascun aspetto sia stato valutato e, qualora vi sia disaccordo tra più persone, un moderatore può intervenire per risolvere la questione. I compensi sono pari a 14,50 dollari l’ora, con un tetto massimo di 20 ore settimanali ed 80 ore mensili. Nonostante tali paletti, l’azienda per la quale lavora l’anonimo collaboratore consente di recuperare eventuali ore perse nelle settimane precedenti, purché non si superino mai tali limiti.

Fine ultimo di tale partnership non è dunque quello di influenzare le SERP valutando i singoli siti web ivi presenti, bensì esclusivamente quello di valutare la capacità dell’algoritmo di ricerca di fornire i risultati più pertinenti agli utenti, suggerendo link coerenti con il contesto nel quale viene effettuata la ricerca. Tra i vari compiti assegnati ai collaboratori figura ad esempio la scelta di quale tipologia di risultati fornire in base al contenuto delle query, permettendo così di scoprire possibili punti deboli presenti nel cuore del motore di ricerca più gettonato del web.

Fonte: Search Engine Land • Notizie su: