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Google Play è senza dominio

Google ha presentato un esposto per veder espropriato il dominio googleplay.com all'attuale proprietario (giapponese) per violazione di trademark.

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Google ha esposto il proprio reclamo contro il dominio GooglePlay.com. L’obiettivo è del tutto chiaro: appropriarsi di un dominio che può diventare estremamente scomodo poiché direttamente correlabile al nuovo “Google Play” che sta per diventare il nuovo ombelico della distribuzione di contenuti online del gruppo di Mountain View.

Il servizio Google Play è stato presentato nei giorni scorsi. In prospettiva dovrà diventare l’hub attraverso il quale Google distribuirà ebook ed applicazioni, musica e film, il tutto in un riferimento solo che va a sostituire i vari marketplace fin qui sviluppati. L’importanza del progetto (sebbene sia finora limitato: in Italia, ad esempio, consente soltanto la distribuzione di app sostituendo di fatto il precedente Android Marketplace) è del tutto ovvia ed è pertanto del altrettanto ovvio come Google intenda tutelare il nuovo progetto partendo in primis dal brand.

Il caso è archiviato al numero 1432449 presso il National Arbitration Forum ove andranno valutate le ragioni delle due parti. La denuncia sarebbe stata presentata il giorno prima rispetto al lancio del nuovo Google Play, nel tentativo di forzare la mano per far proprio il dominio. Trattasi peraltro di una mossa primariamente difensiva: Google Play è destinato al momento a rimanere un sottodominio di Google (play.google.com), ma la presenza di GooglePlay.com in mani altrui non può che essere un intralcio alle attività del gruppo. La presenza di “Google” nel dominio potrebbe essere la leva primaria a vantaggio dei legali di Mountain View, i quali tenteranno di veder riconosciuta la violazione del trademark del gruppo per poter sottrarre il dominio alla controparte.

Oggi GooglePlay.com è di proprietà giapponese (whois) ed è utilizzato esclusivamente per la pubblicazione di annunci pubblicitari. Rimane da capire se Google abbia tentato o meno un compromesso per l’appropriazione del dominio o se abbia agito in extremis dal punto di vista legale soltanto per una questione di segretezza (“Google Play” è stata una autentica sorpresa per il mercato) e di principio (per veder punito chi viola il trademark “Google” invece che premiarlo con transazioni economiche).

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