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Google, caccia alle truffe per ripulire AdSense

Google blocca con un sistema automatizzato più di 800.000 advertiser truffaldini sul network AdSense e sul propri motore di ricerca.

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Sarà forse lo strascico della recente polemica su Safari, tracciamento degli utenti e pubblicità furbesca, ma Google ha deciso di utilizzare le maniere forti nei confronti degli advertiser truffaldini sul suo motore di ricerca. Così come annunciato sul blog ufficiale di Big G, il colosso ha eliminato oltre 800.000 inserzioni pubblicitarie potenzialmente malevole.

L’obiettivo è quello di ridurre il numero di minacce giornaliere in cui incautamente un utente può cadere, come tutti quei banner pubblicitari che invitano a scaricare software, o a eseguire altri controlli improbabili del computer, con lo scopo di installare malware e spyware vario. Così Google ha dichiarato le ragioni dell’operazione, che ha avuto effetto sia per il network AdSense che per pubblicità provenienti da altre fonti:

Come tutte le altre società Internet, stiamo combattendo una guerra contro un gran numero di cattivi attori, dai siti che commerciano beni contraffatti ai biglietti fraudolenti, fino alle operazioni internazionali sommerse che cercando di diffondere malware e spyware.

Per trovare tutti gli operatori in odor di truffa, un oceano potenzialmente infinito di malintenzionati della Rete, Google non poteva di certo procedere per via manuale. Ha quindi elaborato un sistema completamente automatizzato, capace di distinguere tra contenuti positivi e altri maligni per l’utenza. Un particolare tool di scan è stato montato sul motore di ricerca. Non appena viene tracciato uno spot truffaldino, il sistema comincia a passare in rassegna tutti i siti marcati come simili e, qualora si rilevino le stesse infrazioni, li rimuove in blocco dall’indicizzazione. La verifica, che sarebbe già posta in essere da molti mesi, ha già portato all’eliminazione di 800.000 advertiser, responsabili di 130 milioni di banner malware. Ovviamente, i colpevoli non avranno più accesso né al motore di ricerca e nemmeno al network AdSense.

L’architettura di scansione, inoltre, sarebbe così avanzata da riuscire spesso a bloccare tali truffe ancora prima che si diffondano a macchia d’olio sul Web:

Google cattura la grande maggioranza di queste ads truffaldini ancora prima che appaiano su Google o su qualsiasi network dei nostri partner. Ad esempio, nel 2011 abbiamo chiuso circa 150.000 account per aver tentato di pubblicizzare beni contraffatti, e più del 95% di questi account sono stati scovati attraverso i nostri sforzi di scansione e i nostri modelli di rischio.

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