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AGCOM, arriva la censura su internet (aggiornamento: il Governo chiarisce la sua posizione)

AGCOM, il quotidiano La Stampa ha pubblicato una bozza di un decreto legge che offrirebbe all'Autority pieni poteri per la repressione dei reati contro il copyright su internet

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AGCOM trasformato in una sorta di “super Autority” che avrà il ruolo di giudicare i reati commessi su internet, esercitando anche i poteri sino a oggi propri solo delle forze di polizia e della magistratura? Sembrerebbe di si, o almeno questa sarebbe l’intenzione espressa in una bozza di un decreto legge che il Governo italiano starebbe elaborando sul tema della difesa del Copyright sul Web e che è stato pubblicato su La Stampa. In buona sostanza, all’AGCOM verrebbero attribuiti poteri extra oltre a quelli già in proprio possesso per permettergli di vigilare con efficacia sulle infrazioni commesse su internet, cioè in pratica diventerebbe una sorta di sceriffo del web.

L’uscita di questo documento esclusivo ha ovviamente fatto divampare le polemiche su tutti i fronti.

Innanzitutto tale bozza, se così approvata, taglierebbe ogni possibilità di mediazione, perché tutti sanno che un decreto legge ha un iter parlamentare molto diverso e soprattutto molto più rapido di quello di una legge normale. Ma soprattutto si punta il dito sul ruolo dell’AGCOM che diventerebbe un’anomalia pericolosa in un Paese democratico come dovrebbe essere l’Italia. L’Autority infatti potrà vigilare sul rispetto del copyright su internet, potrà intervenire attivamente e potrà soprattutto creare in proprio le regole su come procedere per risolvere il problema della gestione del copyright. Insomma, pieni poteri che in un Paese democratico dovrebbero essere propri delle forze di polizia e della magistratura.

La bozza di questo decreto tuttavia non spiega nei dettagli come questo nuovo super AGCOM farà a rilevare gli eventuali illeciti e come dovrà intervenire. La punizione, chiamiamola così, è stata però già identificata e la troviamo scritta nero su bianco nell’articolo 2 di questa bozza di decreto legge.

In caso di accertata inottemperanza agli ordini e diffide impartite dall’Autorità ai sensi del regolamento di cui al comma 1, si applicano le sanzioni previste dall’articolo 1, commi 30 e 31, della citata legge 31 luglio 1997, n. 249. Nei casi di particolare gravità o di reiterazione delle condotte illecite, l’Autorità inoltre dispone la disabilitazione dell’accesso al servizio o, solo se possibile, ai contenuti resi accessibili in violazione della legge 22 aprile 1941, n. 633.

In ogni caso, è ben chiaro il segnale di un Governo che vuole trovare un modo per risolvere una volta per tutte la spinosa questione della difesa del copyright su internet, anche con una certa fretta. Ma proprio questa fretta e la scelta della forma del decreto legge, rischiano di avere l’effetto opposto e cioè di scatenare una così grande protesta da dover poi arrestare completamente ogni processo di discussione e approvazione, un po’ come è successo recentemente sullo stesso tema in alcuni Stati Europei.

Aggiornamento:
Dopo il caos mediatico sfociato dalla pubblicazione di questo documento, è intervenuto Antonio Catricalà, ex Garante per la Concorrenza ed il Mercato, oggi membro del Governo Monti. Catricalà afferma che il documento è si originale, ma che si tratta solo di una delle tante bozze in cui si sono raccolte alcune idee. Catricalà afferma anche che un’altra bozza, scritta da lui, è ben diversa e conforme a quanto previsto dalle norme europee e che prevede tra le altre cose l’intervento di un giudice e non i pieni poteri esclusivi all’AGCOM. Per sapere se davvero sarà così, non rimane che attendere le prossime mosse del Governo.

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