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Oracle avrebbe potuto produrre smartphone

Il CEO di Oracle, Larry Ellison, ha ammesso che la propria azienda pensava di entrare nel settore della telefonia mobile acquisendo Palm oppure RIM.

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Oracle sarebbe potuta entrare nel mondo degli smartphone, diversificando di fatto i propri business per sfruttare il successo di un settore da lungo tempo sulla cresta dell’onda. E, a quanto pare, avrebbe potuto farlo entrando dalla porta principale per proporsi in maniera prepotente in qualità di nuovo colosso dell’industria, forte dell’acquisizione di un nome di grosso calibro. Così, però, non è stato: a dichiararlo è Larry Ellison, attuale CEO di Oracle e chiamato a testimoniare nel secondo giorno di udienze nel caso che vede la propria società accusare Google di aver violato una serie di brevetti legati a Java.

Ad una domanda da parte di uno dei legali di Mountain View circa le intenzioni da parte dell’azienda di metter piede nel mondo della telefonia mobile, Ellison ha risposto affermativamente, delineando uno scenario passato tramutatosi in nulla di concreto. Per un certo periodo i vertici di Oracle hanno infatti valutato l’ipotesi di acquistare Palm oppure Research In Motion, mettendo le mani su quelle che allora erano due floride aziende nel settore mobile: una serie di valutazioni di carattere principalmente economico hanno però spinto il gruppo ad abbandonare tale progetto.

Pochi mesi dopo Palm è stata acquistata da Hewlett-Packard per circa un miliardo di dollari, con quest’ultima che non ha ancora giovato dei frutti di tale operazione e che non ha ancora delineato un futuro certo per il progetto webOS, vero fulcro dell’attività mobile di Palm. RIM, invece, ha messo in mostra una serie di performance negative con trimestrali in continuo ribasso a causa dei dati sulle vendite di dispositivi BlackBerry, surclassati dall’avanzata di nomi quali Android ed iOS a causa dell’incapacità da parte dell’azienda di proporre qualcosa di altrettanto competitivo.

Nel corso dell’udienza Ellison ha poi sottolineato come abbia cercato di convincere Google a rendere Android compatibile con la versione industriale di Java, senza tuttavia riuscire nel proprio intento. Larry Page, uno dei fondatori dell’azienda di Mountain View, ha invece messo in evidenza come il colosso delle ricerche abbia in alcuni casi valutato l’ipotesi di siglare un accordo con Oracle per ottenere le licenze relative a Java, anche in questo caso senza concludere nulla.

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