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Voli low cost: non sempre è un affare

Altroconsumo svela le trappole dietro i voli low cost prenotati via Internet: meno convenienti di quanto si crede

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Il low cost non è sempre un affare. Se gli si abbina la prenotazione via Internet, inoltre, le probabilità che il guadagno per l’utente sia soltanto una percezione è molto alta. Lo dice Altroconsumo, che ha dedicato un approfondito reportage al mondo dei voli low cost nel quale emergono piccole trappole, disclaimer invisibili e qualche sorpresa di troppo.

Non sempre, insomma, il “low cost” è realmente low cost. E non sempre le offerte sono effettivamente quel che possono sembrare.

Continua dunque sul versante delle prenotazioni aeree quanto Altroconsumo ha già fatto con Apple e la sua garanzia, realizzando uno speciale sul suo sito altroconsumo.it. Sul sito, oltre a un articolo riassuntivo dell’indagine, v’è anche la possibilità di leggere per intero l’inchiesta che ha riguardato 10 siti (3 aggregatori, 7 agenzie online) ed esaminato le offerte per 5 tratte nazionali, 5 europee e 5 intercontinentali per 75 volte, per ciascun sito. La ricerca ha permesso di confrontare i prezzi ed affiancare i vari percorsi di prenotazione, ricavandone così un quadro generale sulla reale convenienza di servizi di questo tipo. Questi i servizi monitorati dall’associazione:

  • eDreams
  • Expedia
  • GoVolo
  • Lastminute
  • Travelprice
  • Volagratis
  • Volo 24
  • Easyviaggio
  • Jetcost
  • Skyscanner

La promessa di siti di questo tipo è quella di trovare sempre il biglietto più conveniente, ma a quanto sembra ci si riesce soltanto il 20% delle volte. Nel confronto con le compagnie aeree e la loro gestione in house, quindi, agenzie e motori di ricerca specializzati non riuscirebbe affatto a garantire performance migliori. Dunque, il loro servizio sarebbe (quasi) senza significato, anzi: l’intermediazione finisce per essere pagata surretiziamente.

Alcune offerte che inizialmente sembrano più convenienti di altre, alla fine si rivelano più care. Quindi il confronto va fatto con il prezzo che compare alla fine del percorso di prenotazione e non con la prima tariffa mostrata dai siti.

grafico altroconsumo low cost

Nel grafico si nota come gli aggregatori fanno sempre meglio delle agenzie online

Mettere a confronto le tariffe è quindi necessario anche quando ci si affida a siti che dovrebbero farlo al posto nostro. Ma per quale motivo? Nelle ottime cinque pagine di questo reportage si spiega bene come in realtà abbiamo a che fare con «algoritmi con le ali» (ecco perché quel saliscendi dei prezzi) che prendono in considerazione molte variabili ma tracciano anche le nostre richieste e tendono a fornisci le proposte più convenienti per loro, oltre che per noi.

Altroconsumo, sulla base di questa indagine, stila anche qualche suggerimento per risparmiare ed evitare di farsi gabbare:

Il biglietto va acquistato due/tre mesi prima della partenza. Aspettando che i prezzi non siano quelli standard, ma neppure aspettanto troppo col rischio che i prezzi schizzino in alto per scarsità di posti. E quando lo acquistate, attenzione al pagamento con carta di credito: anche se è illegale, alcuni chiedono commissioni. Quando possibile, inoltre, si sconsiglia di volare durante il weekend: meglio cercare di martedì o mercoledì e sempre di pomeriggio. È più probabile fare l’affare: lo dicono alcuni ricercatori che hanno studiato gli algoritmi dei siti.

Gli step ideali sono: cominciare consultando i motori di ricerca come Skyscanner, per avere un’idea dei prezzi, dei voli e delle compagnie che operano sulla tratta. E poi controllare sempre sui siti ufficiali delle compagnie.

I voli di linea sono effettivamente più cari di quelli low cost, anche di due o tre volte, ma hanno tariffe più stabili. Se il risparmio è inferiore – attorno al 30% – tenere d’occhio i costi extra: il livello finale potrebbe divenire praticamente il medesimo. Come molti hanno sperimentato, le regole su peso e dimensioni del bagaglio delle compagnie low cost sono inoltre molto rigide e basta l’impercettibile superamento di quelle soglie per pagare extra molto salati. Per portarsi anche solo uno strumento musicale, d’estate, in Sardegna, potrebbe essere necessario sborsare 125 euro.

Attenzione ai clic facili: capita che nei passaggi per la prenotazione online vengano proposti servizi aggiuntivi e ci vuole poco per ritrovarsi con imbarchi prioritari (25 euro come minimo), noleggi auto o altro ancora.

Fonte: Altroconsumo • Immagine: Uggboy • Notizie su: