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Facebook in Borsa: comprare o non comprare?

Ci sono validi motivi per comprare azioni Facebook, così come ci sono validi motivi per starne alla larga: comprare o non comprare?

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Facebook è giunto al grande giorno: l’esordio in Borsa sta per avvenire e sarà un momento cruciale per chi sta pensando se investire o meno nelle azioni del gruppo. In questa fase si possono fare soltanto congetture, in attesa di capire quale percorso prenderà il titolo all’apertura delle trattative e quale sarà l’impatto con la prima trimestrale.

Al momento sono due i dati di fatto: primo, si parte da una quotazione di 38 dollari; secondo, la capitalizzazione del gruppo è pari a poco più di 104 miliardi di dollari. Si parte con numeri da record, insomma, ed ora la parola passa agli investitori.

Perché comprare

Facebook è il maggior social network del mondo e con oltre 900 milioni di utenti attivi rappresenta un unicum assoluto nel settore. Una community tanto ampia garantisce al gruppo un potenziale fortissimo, che potrebbe non essere ancora stato sfruttato appieno: al crescere delle capacità di monetizzazione, corrisponderà un aumento degli introiti ed una moltiplicazione dell’attivo di bilancio.

La stessa community potrebbe ancora crescere: nei paesi in cui è presente, Facebook rappresenta nella maggior parte dei casi il social network dominante mentre altrove (ad esempio in Brasile) sta rapidamente recuperando posizioni e presto potrebbe far propri anche le zone in cui ancora non ha fatto valere la propria legge.

In termini di distribuzione di contenuti, cloud storage o vendita di beni e servizi, il gruppo potrebbe avere ancora molto da dire. Ma è soprattutto nell’advertising che Facebook giocherà la propria partita principale, con la possibilità di insidiare AdSense grazie al grande numero di pagine macinate, grazie alla folta community tracciata e grazie alla possibilità di estendere i propri servizi anche al di fuori delle sole pagine del network.

Facebook si configura come l’anti-Google per eccellenza: non apre le proprie pagine al motore di ricerca, non utilizza i suoi canali di advertising e si pone sotto molti punti di vista (si ipotizza anche nella ricerca, in futuro) in piena sfida al team di Mountain View. La vicinanza della Microsoft potrebbe essere in tal senso un punto di forza, mentre nel mercato mobile i margini di crescita potrebbero essere ancora estremamente ampi.

Facebook è una realtà affermata e questo dovrebbe essere sufficiente a garantire alle azioni stabilità e possibilità di crescita. Ecco perché comprare: perché Facebook è qui per restare, perché ha occupato il monopolio naturale del social networking e perché ormai ha raggiunto una posizione tale per cui sono più probabili due passi avanti che non uno indietro.

Perché non comprare

La quotazione porta con sé tutta una serie di punti interrogativi tali da stemperare più di un dubbio circa le reali opportunità nell’investimento in azioni FB. Il primo dubbio è a latere ed è relativo al cambio Euro/Dollaro, non particolarmente favorevole in questa fase e che pertanto potrebbe consigliare all’utenza europea una maggior cautela prima di intraprendere qualsivoglia scelta.

Moneta a parte, anche le azioni in sé generano dubbi di varia natura. L’advertising, ad esempio, è tanto una opportunità quanto un rischio: se General Motors ha decurtato i propri investimenti, cosa vieta ad altri grandi investitori di far venir meno il proprio denaro se il sistema non si confermasse valido in termini di performance?

Ad oggi, inoltre, gli annunci pubblicitari sono la forma maggiore di introito ed il gruppo deve ancora dimostrare di avere le capacità di coinvolgere l’utenza anche su basi non gratuite. La stessa community da 900 milioni di utenti, inoltre, potrebbe essere giunta ormai in prossimità del suo massimo potenziale di crescita, il che limiterebbe il potenziale delle azioni (investire a 38 dollari potrebbe non essere garanzia di guadagno).

Oggi il valore maggiore del social network è nella sua community, ma quest’ultimo è un valore fragile, aleatorio: all’ennesima rivoluzione dell’interfaccia, parte dell’utenza potrebbe girare le spalle al network e cercare altrove la propria dimensione “social”: è successo a MySpace ed ha svuotato del tutto il gruppo di interesse, così potrebbe succedere a Facebook in tempi relativamente rapidi nel caso in cui una qualche scelta sbagliata creasse frizioni con l’utenza.

E poi c’è la privacy: Facebook si è già trovato in passato a dover rispondere alle autorità USA delle proprie azioni, ma basterebbe una violazione dei server o una fuga di dati per far venir meno la fiducia dell’utenza e generare scompiglio attorno al brand.

Facebook è una realtà affermata e questo dovrebbe essere sufficiente a garantire alle azioni stabilità e possibilità di crescita. Tuttavia non basta, ed è questo il motivo per cui è consigliabile non comprare: perché Facebook è un castello costruito sulla sabbia e benché abbia occupato il monopolio naturale del social networking, in questa fase son più facili due passi indietro che non un passo avanti.

Comprare o non comprare?

La domanda è per ogni possibile investitore, la risposta arriverà invece da Wall Street. Per ora ci si può limitare ad un sondaggio, quantomeno per capire cosa ne pensano gli altri e per poter dire, pur senza scommetterci il portafoglio, di aver capito in anticipo quel che sarebbe successo:

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