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Airtime: un po’ Facebook, un po’ Chatroulette

I co-fondatori di Napster hanno lanciato Airtime, un'applicazione di Facebook che tende a rendere migliori le connessioni tra utenti.

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Dopo mesi di ipotesi, Airtime ha visto la luce: il nuovo servizio, realizzato da Sean Parker e Shawn Fanning, co-fondatori di Napster, ha preso il via mostrando pubblicamente le proprie caratteristiche. Airtime è una chat video che è contemporaneamente un’applicazione di condivisione video e un sistema che ribalta il duopolio produttore-fruitore di contenuti tipico del web.

In una rete che tende ad isolare l’individuo, l’obiettivo di Airtime è quello di aumentare le connessioni tra le persone, e per farlo si fonda su alcuni aspetti caratteristici della vita tecnologica di tutti i giorni.

Tra queste si annovera Flash, che finalmente funziona con il peer-to-peer, consentendo una comunicazione video in alta risoluzione via browser senza installare altri software. Poi c’è la diffusione delle webcam: con circa 800 milioni di webcam disponibili quest’anno, molte più persone sono raggiungibili rispetto a pochi anni or sono. Infine ci sono la disponibilità di banda larga e l’onnipresenza di Facebook, ingredienti che rendono ogni esperimento più pervasivo, esplosivo, capace e di maggior impatto potenziale.

Un’evoluzione di quello che è stato Chatroulette, insomma, ma con la differenza che Airtime mette in comunicazione persone con interessi comuni invece di agire sulla base della semplice casualità. Il tutto sfruttando le potenzialità sociali di Facebook: Airtime si presenta con due schermi che consentono a due utenti di condividere video, file oppure semplicemente di parlare.

Il contatto visivo, dunque, potrebbe migliorare le relazioni sociali, e soprattutto liberare gli utenti da certe forme di auto-censura che impediscono loro di apparire per quello che realmente sono, oppure di mostrare i propri veri interessi. Dopo aver rivoluzionato il mondo della musica con Napster, ora Parker e Fanning ci riprovano con le comunicazioni sociali puntando tutto su un servizio che, mettendo in campo un modello di business ancora tutto da decifrare, potrà sovvertire anche dal punto di vista sociale quelli che sono gli attuali rapporti mediati ed asincroni che nutrono la Rete.

Fonte: Cnet • Via: Techcrunch • Notizie su: