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Nuovi domini: l’ICANN apre un database

Un database di marchi aziendali per evitare troppi conflitti sui nomi. Un altro step verso l'ampliamento dei domini di primo livello.

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Si chiama Trademark Clearinghouse e rappresenta un altro passo verso i nuovi domini di primi livello con estensioni legate a nomi e marchi. L’ICANN, che da quasi un anno ha ricevuto e resa nota la prima infornata di richieste per i gTLD, sta lavorando all’implementazione. La clearing house è un repository centrale dei marchi convalidati. L’obiettivo è ridurre al minimo le controversie.

Obiettivo non facile, naturalmente, considerando gli enormi interessi in gioco. Si parla di domini con estensioni come .food, .shopping e via dicendo, per non parlare di domini con marchi inconfondibili, ma per questo appettibili. Il database, aperto oggi, è uno strumento col quale si cerca di dissipare le preoccupazioni delle aziende su come i loro marchi di fabbrica più riconoscibili potranno essere protetti quando i nuovi TLD verranno lanciati.

Si può affermare che il database fa parte del pacchetto compreso nel prezzo pagato dai titolari delle richieste: la registrazione comporta un costo annuale tra i 95 e i 150 dollari a seconda del numero di marchi presentati e il loro periodo di iscrizione. Il servizio comprende anche la pre-registrazione e la notifica di eventuali tentativi di registrazioni di marchi identici o simili.

Per questo è rivolto ai marchi registrati non generici, bensì, appunto, trademark, depositati, prestando attenzione a eventuali giochi di parole nella parte sinistra del dominio. Per esempio: Apple ha depositato il primo livello, ma se qualcuno registrasse un apple.tablets sfrutterebbe impropriamente il richiamo al marchio ma al secondo livello, utilizzando un dominio generico.

La camera di compensazione dell’ICANN serve a risolvere questi problemi in modo centralizzato e in tempi certi: entro 90 giorni, il titolare di un marchio riceverebbe un avviso se qualcun altro registrasse nomi di dominio che corrispondono al proprio marchio di fabbrica nello stesso database.

Fonte: Trademark Clearing House • Via: TechCrunch • Notizie su: ,