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Intel Core 4th Generation: performance e consumi

Intel ha ufficializzato la quarta generazione di processori Intel Core, nome in codice "Haswell": l'obiettivo è l'abbattimento dei consumi.

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Intel ha ufficializzato la quarta generazione di processori Intel Core, finora nota con il nome in codice “Haswell“.

La famiglia di processori si basa sul noto processo produttivo a 22 nm (introdotto sulla terza generazione Ivy Bridge), su cui si appoggia un’architettura inedita. Troviamo circa 200 milioni di transistor in più rispetto la generazione precedente, con un die size più grande (177 mm2). Entro l’anno partirà inoltre la produzione a 14 nm, con una piena transizione a questo sistema produttivo entro il 2014.

Obiettivi

Gli obiettivi di Intel sono chiari e sotto gli occhi di tutti: ridurre i consumi per incrementare l’autonomia dei dispositivi mobili, altrimenti puntare a performance superiori per quelli desktop, in ogni caso potenziare il sottosistema grafico che da sempre è un tallone d’Achille dell’architettura integrata Intel Core. Si chiamerà Iris, e sarà disponibile su due livelli di performance/consumi – Iris Pro e Iris – e con cui potremmo finalmente godere di buone performance grafiche 3D anche sugli Ultrabook privi di sottosistema grafico discreto.

Un obiettivo secondario è spingere su quello identificato come “2-in-1 computing“, applicato a tutti i fattori di forma per i device mobile, dagli slate ai cosiddetti clamshell, passando per i detachable (ultrabook con schermo separabile dalla tastiera/dock). Intel crede fermamente negli schermi touch, per sviluppare una nuova piattaforma definitiva, che possa servire ogni esigenza con un dispositivo unico, dall’ambiente domestico a quello professionale. È il mercato a chiedere il touch su ogni device, anche se strettamente necessario, ma la casa di Santa Clara non si è tirata indietro.

Famiglie

Quattro saranno le famiglie di processori per i dispositivi portatili, tutte identificate da una lettera: H, quad core con grafica Iris Pro (i7-4950HQ, i7-4850HQ); M, quad core con grafica Iris (i7-4930MX, i7-4900MQ, i7-4800MQ); U, SoC dual core con grafica Iris come opzione, dedicati espressamente agli Ultrabook (i7-4650U, i7-4350U); Y, SoC dual core a bassissimo consumo per sistemi “detachable”.

Tre invece saranno le serie per i desktop: K, quad core sbloccati per la felicità di tutti i gamer e/o overclocker; S e T, media gamma quad e dual-core; infine la serie 8 pensata sia per desktop sia per sistemi mobile.

Dual Core

Vale la pena soffermaci sul mondo mobile, quello che godrà dei vantaggi più evidenti, soprattutto in termini di consumi. L’incremento dell’autonomia è stimato in circa il 50% rispetto la precedente generazione Ivy Bridge. Non solo l’architettura è stata ottimizzata, infatti, troviamo anche un nuovo chip che gestisce l’alimentazione, regolando in modo dinamico i parametri di diversi componenti interni al processore, aumentando il numero di regolatori del voltaggio, e adottando bus più ampi e veloci. Quest’ultimo è un approccio inedito a quelli tradizionali, infatti, con un più rapido trasferimento dei dati, il tempo impiegato è inferiore così il processore rimane inattivo per più tempo, consumando di conseguenza di meno.

Parlando di puri numeri, su un sistema dual-core il TDP è calato da circa 20 W degli Ivy Bridge (17 W del modello più parco nei consumi, cui aggiungere circa 3 W del PCH, Platform Controller Hub), a soli 15 watt. Questo risultato eclatante è raggiunto integrando il PCH nel packaging delle nuove CPU, mentre prima era sulla scheda madre, situazione che permane ancora sui più potenti quad core. Il miglioramento sarà più evidente in stand by e nella riproduzione di video HD, fermo restando un’ottimizzazione complessiva dell’intera piattaforma (sottosistema grafico, CPU, chipset, ecc), non solo per i consumi ma anche per l’ingombro complessivo.

Così potremmo avere sistemi portatili ancora più sottili, aspetto fondamentale per i tablet e per i detachable.

Grafica Iris

La novità più succulenta è forse la nuova grafica integrata. Intel ha lavorato duramente per raddoppiare – o quasi – le performance del sottosistema Iris rispetto la precedente HD Graphics 4000, addirittura l’architettura Iris Pro sfrutta memoria ad alta velocità e a bassa latenza, condivisa con i core della CPU. Tutti i sottosistemi grafici di quarta generazione supportano pienamente DirectX 11, OpenCL 1.2 e OpenGL 4.0.

Due sono le architetture dedicate ai sistemi mobile, identificati con le sigle GT2 e GT3, mentre la GT1 sarà destinata alle soluzioni desktop. GT2 sarà declinata in tre versioni – HD 4200, HD 4400 e HD 4600 – destinate ai notebook e ultrabook d’ingresso sul mercato. La seconda, chiamata HD 5000, garantirà performance superiori per sistemi ultrabook. I portatili meno compatti e dedicati a chi cerca una workstation mobile avranno invece i sottosistemi grafici Iris HD 5100 e Iris Pro HD 5200.

Iris, a fronte di un consumo stimato in 28 W, dovrebbe garantire un raddoppio delle prestazioni rispetto alla serie attuale HD 4000, mentre la seconda promette addirittura di triplicarle.

La nuova grafica supporterà fino a tre schermi collegati per un desktop esteso, con una larghezza di banda doppia su Display Port 1.2, pieno supporto della risoluzione 4k, e godrà di codec più veloci nel transcoding di filmati HD. Secondo Intel ci sarà un grande miglioramento anche nel gaming, passando da risoluzioni HD a Full HD mantenendo il frame rate medio e addirittura godendo di un suo significativo miglioramento per alcuni titoli rappresentativi (Tomb Raider e Bioshock Infinite, a 1.920×1.080 pixel con qualità media).

Un altro miglioramento meno evidente ma comunque importante riguarda il supporto della tecnologia Wi-Di per la trasmissione di segnali video via rete wireless, grazie a una latenza più bassa.

Debutto a breve

È atteso il debutto di nuove soluzioni, soprattutto mobile di tipo slate e detachable, che sfrutteranno al meglio i principali vantaggi dell’architettura Intel Core di quarta generazione: un pacchetto non solo più potente ma soprattutto più compatto e più parco nei consumi.

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