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Blogger: la benedizione di Google

Il creatore ed ex proprietario di Blogger ha dichiarato che «per la comunità ci si aspettano grandi cose: Blogger e Google hanno lo stesso DNA».

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Google entra nel mondo dei weblog, e lo fa dalla porta principale: il motore di ricerca più famoso del Web ha messo le mani su Pyra Labs, come dire Blogger.com, il più grande ed utilizzato sistema al mondo per la creazione e la gestione di weblog personali. L’acquisizione è avvenuta giovedì, ma è stata resa nota soltanto sabato.

Si tratta di un avvenimento destinato ad avere ripercussioni significative; non tanto sugli utenti, per i quali nell’immediato l’acquisizione significherà soltanto lo spostamento del servizio di hosting Blog*Spot sui potenti server di Google. Il segnale è importante soprattutto per la Net Economy: è la prima volta dalla fine degli anni Novanta che si assiste al miracolo di una piccola compagnia a gestione semifamiliare (Pyra Labs contava sei dipendenti) acquistata da un colosso del Web; è la consacrazione dei weblog come killer-app della Rete nel nuovo millennio; quella che sembrava una moda transitoria si fa fenomeno economico e si prende il ruolo che le previsioni degli analisti avevano assegnato alla banda larga.

Le due compagnie non hanno rivelato i termini economici dell’operazione. Evan Williams, fondatore di Blogger.com, si è limitato a precisare che non si è trattato di una vendità per necessità. «Stavamo andando bene», ha scritto Williams su Evhead.com, il suo blog personale: «È stata una scelta difficile», ha confidato, ironizzando su ciò che alla fine l’ha convinto ad accettare l’offerta di Google: «Ho pensato che i nomi stessero bene insieme. Voglio dire: Google, Blogger: c’è chiaramente del DNA condiviso, o qualcosa del genere».

Più concreto è stato David Krane, direttore delle comunicazioni aziendali di Google, che si è detto «eccitato per il numero di sinergie e di opportunità future tra le due compagnie». L’acquisizione di Blogger è per Google solo l’ultima tappa di una marcia iniziata due anni fa con l’aquisto di Deja.com (ora Google Groups) e proseguita con l’offerta di Google News, un meta-giornale realizzato unendo senza alcun intervento umano i migliori articoli offerti quotidianamente da oltre 4 mila pubblicazioni online.

Non si sa ancora quali cambiamenti visibili comporterà l’acquisizione. Verosimilmente rimarrà deluso chi immagina per Blogger un nuovo nome, come Bloogle o Gooblog: Blogger.com è un marchio forte, famoso ed intuitivo, difficile che quelli di Google vogliano metterlo da parte. Più probabile prevedere qualche tipo di implementazione tra Blogger e il potente algoritmo di ricerca di Google, anche se la compagnia di Mountain View dovrà stare bene attenta a non scontentare le comunità di blogger che utilizzano servizi differenti: «Qualunque segnale di favoritismo», ha osservato Dan Gillmor, columnist del San Jose Mercury News e primo giornalista a dare la notizia, «si attirerebbe aspre critiche».

Certo è che i weblog hanno ora l’opportunità di guadagnare una visibilità senza precedenti. Per chi vuole fare affari online il segnale è ancora una volta inequivocabile: in Rete vincono le comunità. Google e Blogger lo sanno. Gli altri dovranno impararlo alla svelta.