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Apple mette le prime pezze a Safari

Apple mette le prime pezze a Safari 3 distribuendo la versione 3.0.1. La nuova release corregge due vulnerabilità per ambiente Windows e una vulnerabilità sia per Windows che per Mac OS X. Il browser sarebbe già stato scaricato oltre 1 milione di volte

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1 milione di download in 48 ore: almeno sotto questo punto di vista il rilascio di Safari 3 per Windows è stato un successo. Anche se in molti hanno sottolineato il fatto che non manchino le alternative e che Safari non sia un elemento particolarmente desiderato per la navigazione su Windows, la curiosità del vedere il browser della mela sul sistema operativo Microsoft si misura nei grandi numeri macinati nelle prime tribolatissime ore del navigatore.

Passati 2 giorni dal rilascio di Safari 3, ecco già a disposizione Safari 3.0.1: il browser «progettato per essere sicuro fin dal primo giorno» è risultato infatti estremamente vulnerabile fin dalla prima ora e così Apple ha dovuto riaprire immediatamente i propri laboratori per mettere ai lavori forzati gli sviluppatori e risolvere almeno parzialmente i problemi emersi. La nuova versione risolve 2 vulnerabilità nella versione per Windows e una vulnerabilità che si è manifestata tanto su Windows quanto su Mac OS con improvvisi crash.

L’obiettivo Apple non è specificatamente quello di andare ad intaccare il mercato dei browser (ove il gioco non varrebbe probabilmente la candela), ma semplicemente quello di estendere anche al mondo Windows la possibilità di sviluppare applicazioni in grado di girare sull’iPhone. Piccole migliorìe, dunque, potranno essere sufficienti per garantire il servizio auspicato e Safari diventerà il viatico che porterà il web 2.0 sul telefono touchscreen.

Un apposito advisory è stato pubblicato da Apple per descrivere i problemi risolti con la versione 3.0.1, ma le preoccupazioni non sono svanite: Thor Larholm, autore della scoperta di una delle prime vulnerabilità emerse, spiega che il problema è stato in effetti risolto ma lascia intendere tuttavia che numerose varianti potrebbero presto essere trovate dando vita a nuovi exploit.