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Facebook e Google, nuova indagine sui dati dall’UE

L'Europa ha avviato una indagine su Google e Facebook, nello specifico per capire come raccolgono e gestiscono i dati degli utenti.

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L’antitrust UE sta esaminando il modo in cui Google e Facebook utilizzano i dati degli utenti, mettendo nuovamente nel mirino le grandi aziende tecnologiche, soprattutto riguardo il lucroso business della pubblicità online. La Commissione Europea ha dichiarato di aver avviato indagini preliminari su come Google e Facebook raccolgono, elaborano, utilizzano e monetizzano i dati a fini pubblicitari.

Entrambe le società hanno utilizzato ciò che sanno delle persone per costruire attività pubblicitarie che generano entrate per centinaia di miliardi di dollari. Ora i regolatori sia europei che statunitensi vogliono comprendere il modo in cui vengono utilizzati questi dati. Facebook dovrà quindi dare delle spiegazioni non solo in casa propria, ma anche in Europa.

Bisogna ricordare che recentemente la Federal Trade Commission americana ha inflitto al social network di Mark Zuckerberg una multa da cinque miliardi di dollari. Non solo, perché l’azienda ora deve produrre una serie di documenti ogni tre mesi riguardo la sicurezza della privacy degli utenti. Tutto ciò è conseguente all’enorme scandalo di Cambridge Analytica, che a gettato una grossa ombra di influenza sulle elezioni statunitensi del 2016.

La Commissione Europea quindi ha avviato nuove indagini preliminari dotto forma di questionari conoscitivi, per capire come Facebook e probabilmente anche WhatsApp e Instagram raccolgono i dati, come li processano e come li monetizzano. Margrethe Vestager, il commissario europeo per la concorrenza, è stata particolarmente aggressiva, esprimendo preoccupazioni sul fatto che le grandi aziende tecnologiche possano usare i loro enormi archivi di dati per strangolare i concorrenti.

Un portavoce di Google ha dichiarato che la società utilizza “i dati per rendere i nostri servizi più utili e per mostrare pubblicità pertinente. Forniamo alle persone i controlli per gestire, eliminare o trasferire i loro dati. Continueremo a impegnarci con la Commissione e altri su questa importante discussione per il nostro settore“. Facebook invece non ha risposto alle richieste di commenti.