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Microsoft Edge: come blocca i tracker

Microsoft approfondisce il funzionamento del sistema di tracking prevention nel nuovo browser Edge che va a migliorare la privacy sul Web.

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Nel descrivere le principali funzionalità di sicurezza del suo nuovo browser Edge basato su Chromium, Microsoft aveva sottolineato che avrebbe integrato nativamente un sistema di tracking prevention, sostanzialmente una funzionalità avrebbe aiutato gli utenti a gestire il modo in cui viene monitorata la loro attività sul Web. In un periodo dove la privacy sul Web è importante, una funzionalità sicuramente molto utile. Da allora non se ne è parlato più, almeno sino ad ora visto che la società ha fornito ulteriori dettagli sui miglioramenti inseriti all’interno della versione 79 del browser.

Trattasi della release disponibile all’interno del canale Beta, quella che dovrebbe arrivare in versione finale a tutti il prossimo 15 di gennaio. Microsoft ha voluto evidenziare che il suo obiettivo con questi nuovi miglioramenti era quello di bloccare contemporaneamente più tipi di tracker garantendo al contempo la massima compatibilità possibile con il Web. Infatti, bloccare un numero elevato di tracker può compromettere il funzionamento dei siti. Dunque, serve un certo equilibrio. Questo equilibrio sembra sia stato trovato misurando il coinvolgimento degli utenti su di uno specifico sito.

Questi filtri, dunque, possono essere meno rigorosi all’interno dei siti dove c’è una maggiore attività e coinvolgimento (Engagement). In termini più semplici, sarà garantita una migliore compatibilità sui siti che si visitano più spesso, mentre sui siti frequentati poco il sistema sarà più “aggressivo” nel bloccare i tracker.

Microsoft afferma che, abilitando questa funzionalità, denominata “Org Engagement Mitigation“, riesca a bloccare in media il 25% in più di tracker. Un bel vantaggio sul fronte della privacy. Tuttavia, gli utenti possono configurare il browser per essere maggiormente aggressivo e bloccare sempre il maggior numero possibile di tracker.

Per i più “tecnici”, Microsoft ha allestito una pagina dove spiega nel dettaglio il funzionamento di questa novità.