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Amazon, i magazzini con robot hanno un tasso di infortuni maggiore

A quanto pare, i magazzini Amazon in cui vengono impiegati i robot hanno un tasso di infortuni dei dipendenti decisamente alto.

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Dal 2014, Amazon ha pubblicizzato i vantaggi in termini di efficienza e sicurezza dei suoi nuovi centri logistici automatizzati, in cui i robot assistono i dipendenti umani nello smistamento e nell’organizzazione dei pacchi. Ma si scopre che l’automazione potrebbe causare molti più danni ai dipendenti dell’azienda di quanto Amazon abbia fatto credere.

Secondo quanto riportato dal Center for Investigative Reporting, tra il 2016 e il 2019 il tasso di infortuni gravi dei dipendenti è stato superiore del 50% nei magazzini in cui l’azienda ha robot rispetto a quelli in cui non li ha. Si tratta di strutture con le percentuali di infortuni più alte di qualsiasi magazzino di Amazon. Per esempio, lo scorso anno un centro a sud della sede di Seattle, denominato BFI3, ha registrato l’altissimo rapporto di 22 infortuni gravi ogni 100 lavoratori. Si tratta di una media cinque volte più alta dell’attuale standard del settore e ovviamente più alta di quella Amazon.

A rendere più probabile che si verifichino lesioni nei magazzini automatizzati di Amazon è che l’azienda ha aspettative troppo alte sui dipendenti umani impiegati sul posto. Infatti, se prima si trovavano a dover scansionare circa 100 articoli ogni ora, Amazon adesso si aspetta che ne scansionino fino a 400 nello stesso lasso di tempo.

Nel 2015, l’OSHA (Occupational Saftey and Health Administration) ha delineato le politiche che Amazon potrebbe implementare per garantire la sicurezza dei dipendenti in un magazzino robotico nel New Jersey. Per esempio, un suggerimento era che l’azienda stabilisse turni a rotazione per evitare infortuni da stress. Ebbene, il Center for Investigative Reporting ha scoperto che la società deve ancora implementare tali misure nei suoi magazzini.

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