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Immuni, l’app scaricata dal 17,9% della popolazione

Aumentano i download di Immuni, l'app per il contact tracing in chiave anti-Covid, che registra un incremento del 5% rispetto a settembre.

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Immuni, l’applicazione per il tracciamento dei contatti in chiave anti-Covid, ha fatto registrare un aumento nei download di oltre il 5%, con un discreto incremento rispetto al 12,5% di fine settembre. Lo rivela il Ministero della Salute italiano, citando dei dati relativi alla fine del mese di ottobre, secondo i quali la app sarebbe stata scaricata dal 17,9% della popolazione italiana con più di 14 anni.

Immuni, le regioni più virtuose

Secondo i dati forniti dal Ministero, la regione più virtuosa è l’Emilia Romagna, dove la app è stata scaricata dal 22,3% della popolazione di riferimento. A seguire, Toscana e Lazio rispettivamente con il 21,8% e il 21,7%. Maglia nera, invece, a Calabria (12,2%), Sicilia (12,5%) e Campania (13,3%).

Per il resto, ci sono dieci regioni, oltre alle tre sul podio citate prima, che possono vantare una media download superiore a quella nazionale, ovverosia Abruzzo (21,5%), Umbria (20,7%), Lombardia (20,1%), Valle D’Aosta (20%), Sardegna (19,8%), Marche 19,2% e Liguria (18,3%). Sopra la media anche la Provincia autonoma di Trento (19,4%). Sotto la media, invece, sono Puglia (14,6%), Molise (14,9%), Friuli Venezia Giulia (15,8%), Veneto (16,4%), Provincia autonoma di Bolzano (16,7%), Basilicata (16,9%) e Piemonte (17,5%).

L’importanza del contact tracing

Il Ministero della Salute italiano continua a sottolineare come il tracciamento dei contatti sia importante per la lotta alla diffusione del Coronavirus, visto che svolge l’attività di ricerca e gestione dei contatti di un caso confermato COVID-19. Si tratta, quindi, di un’azione di sanità pubblica essenziale per combattere l’epidemia in corso.

Non a caso il Governo sta cercando di risolvere tutti quei problemi che hanno reso inizialmente inefficiente il servizio, come le difficoltà incontrate da molti utenti che, scoperto di essere positivi o che ricevevano una notifica di esposizione, non riuscivano loro malgrado a farsi caricare il codice chiave nel sistema centrale di Immuni, dagli operatori sanitari del Dipartimento di prevenzione della ASL di riferimento.

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