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L’e-Gov si interroga a Palermo

I risultati della due giorni del governo a Palermo.Firmata un’intesa con la Banca Mondiale per la digitalizzazione delle PubblicheAmministrazioni. Ma è polemica con in movimenti no-global e new-global e con l’opposizione

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Si è conclusa ha Palermo la Conferenza internazionalesull’e-Government organizzata dalla Presidenza del Consiglio dei ministri edall’Organizzazione delle Nazioni Unite. La conferenza è stata ospitata il 10 e11 aprile presso il Palazzo dei Normanni. Il governo ha organizzato l’evento in grande stile, ma non sono mancate le polemiche.

La conferenza di Palermo era uno dei punti dell’iniziativaitaliana sull’e-Government. Il progetto del governo italiano si propone dimettere a disposizione i vantaggi per la democrazia derivanti dalle nuovetecnologie ai paesi in via di sviluppo. A questo scopo, lavora sotto ilcoordinamento del Ministero per l’Innovazione Tecnologica una task force diesperti.

Nel corso della conferenza, l’Italia e la Banca Mondialehanno firmato un memorandum per la collaborazione nei futuri progetti die-Government. Intervenendo in videoconferenza, il presidente del World BankGroup James D. Wolfensohn, ha affermato che le piccole e medie imprese italianepotranno essere uno dei punti di riferimento delle procedure di apprendimentoa distanza previste dall’accordo, contribuendo alla realizzazione deiprogetti avviati dalla Banca Mondiale nei paesi in via di sviluppo.

Il principale risultato della conferenza è statol’approvazione del progetto per la digitalizzazione della PubblicaAmministrazione in Albania, Giordania, Tunisia, Mozambico e Nigeria, cheverrà presentato al prossimo G8 in Canada. Il commissario europeo per lasocietà dell’informazione, Erkki Liikanen ha inoltre reso noto che a giugnol’Unione presenterà un progetto europeo per la banda larga. Fin qui levoci attive nel bilancio della conferenza. Non sono però mancate le polemichepiù o meno a margine dell’evento.

Il ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri, adesempio, ha replicato a muso duro al commissario Liikanen, rinfacciandogli dinon aver discusso il progetto sulla banda larga nel Consiglio Europeo deiministri delle Comunicazioni: «Vi sono sedi competenti per illustrarequeste iniziative,» ha detto Gasparri, «e ci attendiamo che non si faccianosoltanto delle conferenze, ma degli atti significativi nelle sedi competenti dilivello europeo».

La conferenza è stata presa di mira anche dai movimentino-global e new-global, che hanno sfilato per le vie di Palermo esponendo lostriscione «No al controllo elettronico, la storia la facciamo noi». La reteantagonista siciliana di e-Movement spiega così i motivi della protesta:«L’occidente sviluppato pretende di informatizzare le pubblicheamministrazioni, così da potere tenere sotto completo dominio gli statipoveri. E chi c’è dietro? Le solite multinazionali».

Un aspetto sottolineato anche dall’esponente dellaMargherita Renzo Lusetti che, lamentando l’esclusione dalla conferenza delleOrganizzazioni Non Governative (esclusione motivata con un disguido dagliorganizzatori), ha osservato: «Manca una visione strategica sul divariodigitale tra paesi in via di sviluppo e nord del mondo; vedo però parecchi standdi aziende, soprattutto straniere».

Ma la polemica più aspra è stata senz’altro quella tra ilMinistero delle Comunicazioni ed alcuni esponenti dei Democratici di Sinistra.A dare fuoco alle polveri è stato il deputato Pietro Folena, denunciandol’assegnazione senza gara di un appalto da 512 milioni di euro alla AlcheraGroup: «Mi chiedo ‘solo’ se l’innovazione del ministro Stanca sia solo quella diassegnare denaro pubblico senza neanche un minimo di gare tra imprese,»ha attaccato Folena.

«Quello dell’onorevole Folena è un tentativo maldestro,puerile e povero di contenuti,» ha replicato il ministro per l’InnovazioneLucio Stanca, accusando il deputato diessino di voler distrarre l’opinionepubblica e «trasformare la conferenza internazionale nella solita polemicada cortile. L’attacco di Folena, secondo Stanca, nascerebbe dal disappuntoper il fatto che il governo  «ha fattoquello che la sinistra non è riuscita a fare in questi anni».

Ma i risultati del governo sono messi in dubbio da NetWork, l’autonomia tematica dei DS sulle nuove tecnologie: «Ci dica Stanca cosa il ministero ha prodotto: ha proibito l’uso del free software nelle pubbliche amministrazioni; non ha promosso il programma per dare a tutti i ragazzi di 18 anni la carta di credito formativa. E oggi si presenta con appena 10 milioni di euro per vendere un po’ di computer ai paesi africani.»

Alla conferenza hanno preso parte 91 paesi, di cui 71 in viadi sviluppo, 400 delegati, 600 accreditati, 21 ministri e 200 giornalisti. Perla sua organizzazione, il governo ha stanziato 5 miliardi di lire. Ilvicesegretario delle Nazioni Uniti Nitin Desai ha aperto i lavori sostenendo l’interessamentodell’Onu sui temi dell’e-government ed elogiando la scelta di Palermo comecittà ospite.

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