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Altnet: KaZaA strizza l’occhio alle major

Il servizio di peer-to-peer affianca alla sua rete un'altra per il file-sharing a pagamento. Se Altnet riuscirà laddove MusicNet e PressPlay stanno fallendo dipenderà soprattutto dalla disponibilità delle case discografiche.

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Da ieri, chi cerca musica tramite il servizio di
file-sharing KaZaA riceve, oltre ad una lista di MP3 gratuiti, anche una serie
di link verso brani a pagamento e inserzioni pubblicitarie legate alle
parole chiave utilizzate nella ricerca. È il primo tangibile segno della
collaborazione tra KaZaA e Brilliant Digital Entertainment, un network
battezzato Altnet la cui crescita sotterranea aveva scatenato il mese
scorso un mare di polemiche.

D’ora in avanti, chi scarica il programma di KaZaA per il
peer-to-peer (P2P) installa nel proprio hard disk anche un file che funzionerà
come indice per tutti gli altri utenti di Altnet. In questo indice sono
inserite le informazioni su tutti i contenuti che l’utente vuole
condividere e sulle eventuali parole chiave che egli ha acquistato sul
network. Quando si effettua una ricerca su KaZaA, il sistema consulta anche il
file di indice di Altanet. Chi ha acquistato una determinata parola chiave, ha
la garanzia che i suoi file compaiano in cima ai risultati della
ricerca.

Si tratta del primo passo nell’attuazione di una strategia
alla quale Brilliant Digital Entertainment e KaZaA stanno lavorando da mesi. Il
programma per il file-sharing di KaZaA conteneva già un’applicazione fornita da
Brilliant per la visualizzazione di pubblicità tridimensionali. Alla fine di
marzo, però, Brilliant aveva depositato presso la Securities and Exchange
Commission un documento

nel quale dichiarava di aver aggiunto una tecnologia grazie alla quale il
computer di ogni utente di KaZaA sarebbe diventato il nodo di una nuova rete:
Altnet, appunto.

Con il permesso dei proprietari, aveva promesso Brilliant, contenuti
forniti dalla stessa azienda sarebbero stati distribuiti tramite questi
milioni di computer in tutto il mondo e la loro potenza inutilizzata sarebbe
stata sfruttata (come nel calcolo distribuito) per trasferimenti o
calcoli particolarmente pesanti. Un salto di qualità rispetto ai normali AdWare
(o SpyWare) già collegati agli altri servizi di file-sharing come Morpheus o
Audiogalaxy che aveva suscitato viva preoccupazione negli utenti e nelle
organizzazioni per la difesa della privacy.

«L’elemento sorpresa è stato un nostro errore,» ammette ora
l’amministratore delegato di Brilliant, Kevin Bermeister, spiegando in un’intervista
al sito News.com

che, una volta a regime, il servizio Altnet supererà tutte le diffidenze
suscitate nella comunità di KaZaA. E di questa enorme community, Altnet tenterà
di testare soprattutto la disponibilità ad acquistare ciò che
normalmente si scarica gratuitamente (MP3, video, software e quant’altro). I
contenuti a pagamento, per ora, saranno ospitati in un server centrale, non nei
singoli computer degli utenti, e verranno protetti da un software antipirateria
di proprietà Microsoft.

«Non credo che la gente voglia necessariamente rubare i
contenuti,» ha auspicato Bermeister: «Penso che ci sia una porzione [di
mercato] pronta a dire: “Questa è la versione affidabile; so che questa
è la versione di migliore qualità”». Proprio puntando sulla qualità e su una
grande varietà di modalità di pagamento (che includerà anche carte telefoniche
prepagate), Brilliant spera di
riuscire dove altri servizi musicali come MusicNet e PressPlay stanno fallendo.

In una seconda fase del progetto, a partire da luglio, agli
utenti con computer più potenti e connessioni più veloci verrà offerto di
diventare veri e propri nodi di distribuzione di Altnet,
ricambiando questo servizio con premi quali voli omaggio o soggiorni spesati in
albergo. Gran parte del successo di questa impresa dipenderà, comunque, dalla
disponibilità delle case discografiche: KaZaA
si trova infatti in cima alla lista dei siti ai quali le major hanno promesso
la stessa sorte di Napster.