QR code per la pagina originale

Troppi stupri? E’ anche colpa di Internet

L'aumento del materiale pornografico alla portata dei ragazzi è la causa dell'aumento di taluni reati legati alla sfera sessuale. In questo Internet ha le sue colpe e con una proposta di legge l'on. Nan intende limitare l'accesso a taluni siti web

,

C’è la pedofilia? Colpa di Internet. Pornografia? Colpa di Internet. Le famiglie non sono più quelle di una volta? Colpa di Internet. E via dicendo, Internet sembra ormai essere la causa principale di molti dei mali dell’uomo contemporaneo. Su simile lunghezza d’onda si posiziona la nuova proposta di legge di Enrico Nan, deputato di Forza Italia firmatario delle «disposizione per la tutela della morale pubblica e per la prevenzione delle molestie e delle aggressioni sessuali».

La spiegazione è tutta nelle parole della presentazione di Enrico Nan, datata 30 Giugno 2006 ma venuta a galla solo negli ultimi giorni grazie alla segnalazione su un blog rimbalzata poi su varie testate nazionali: «Onorevoli colleghi! Le notizie di questi ultimi tempi sono purtroppo sempre più ricche di episodi a sfondo sessuale. L’aumento vertiginoso di molestie, di aggressioni e di stupri impone una presa di posizione per cercare di contenere il fenomeno. […] va rilevato che le rivendite di giornali autorizzate vendono, senza alcuna discrezione, giornali e riviste che sono esposti in modo da colpire l’attenzione senza alcuna remora per la pubblica decenza […] Con troppa facilità e senza alcuna discrezione la stessa cosa avviene attraverso quasi tutti i portali di ricerca della rete INTERNET, utilizzata, è noto, soprattutto da giovani».

L’articolo 2 della proposta è tutto riservato al web e si compone di tre indicazioni specifiche:

  • È vietato consentire il libero accesso ai siti INTERNET che riproducono contenuti a sfondo sessuale e che divulgano immagini o notizie finalizzate a promuovere o a suscitare fantasie di tipo sessuale;
  • Ai siti di cui al comma 1 si può accedere solo dopo avere autocertificato la
    propria maggiore età e avere fatto espressa richiesta di accesso;
  • I siti di cui al comma 1 non possono essere pubblicizzati.

La violazione dell’articolo 2 è soggetto a pene quali reclusione da 1 a 5 anni e sanzioni pecuniarie da 10.000 a 50.000 euro. La proposta non è certo vicina ad una approvazione e le osservazioni opponibili sono molte. Va sottolineato come il dispositivo intenda colpire la pornografia in ogni suo mezzo di divulgazione, ma in questo senso i vincoli imposti al web appaiono quantomeno aleatori.

Curiosamente va segnalato come l’on. Nan sia stato in passato firmatario di una proposta di legge per cui i cellulari andavano tenuti spenti in treno come in ascensore, il tutto nel rispetto della quiete e nella necessità di non arrecare disturbo ad altrui persone. Correva l’anno 2003.

Notizie su: