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Microsoft, 10 motivi per evitare Google Apps

Una mail privata inviata a Mary Jo Foley chiarisce quello che è un po' il punto di vista di Microsoft sulla concorrenza in ambito Office portata avanti da Google. La mail elenca i 10 punti per cui si consiglia Office piuttosto che non Google Apps

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Mary Jo Foley, giornalista vicina al mondo Microsoft e che gode di riconosciuta affidabilità, ha pubblicato sul proprio blog il contenuto di una mail proveniente da un responsabile di Redmond. Non se ne fa il nome, ma i contenuti sono alquanto interessanti in quanto esprimono in qualche modo ciò che il gruppo pensa della concorrenza di Google in ambito Office. La mail viene inviata a poche ore dall’annuncio dell’accordo tra Google e CapGemini con cui la suite Google Apps Premier Edition (GAPE) del motore di ricerca trova un nuovo punto d’appoggio per moltiplicare la propria espansione in ambito enterprise.

La mail, innanzitutto, benedice la concorrenza. Ma poi smonta quella che è una delle maggiori minacce per le strategie del gruppo Microsoft elencando in 10 punti i motivi per cui ad oggi non è una scelta savia e ponderata il passaggio all’offerta Google:

  1. Google non ha mai fatto sapere quanti sono i suoi clienti nel settore;
  2. Google è conosciuto per le sue “beta”, prodotti incompleti con roadmap di update sconosciute al pubblico;
  3. Google promuove le proprie offerte come “low cost”, ma poi spinge le proprie applicazioni a “complemento” di MS Office: uno sdoppiamento di strumenti che rischia di aumentare complessità e costi indiretti;
  4. Google focalizza i suoi obiettivi sulla raccolta pubblicitaria, ma da Google Apps giunge oggi una percentuale minimale di reddito: ci sono certezze sul futuro del progetto?
  5. Google Apps è utilizzabile ad esempio solo se gli impiegati sono sempre online: una piccola percentuale sul totale;
  6. La suite manca di molte funzioni utili, il che ne rende l’uso inefficiente: i costi indiretti vanno calcolati nel computo finale;
  7. I dati sono conservati sui server Google: cosa succederebbe in caso di downtime? I dati Google in merito sono inoltre opinabili, perchè Google calcola il downtime solo quando supera i 10 minuti consecutivi;
  8. Google non offre assistenza 24 ore su 24. Se dunque c’è un problema in orario di chiusura, non c’è nulla da fare;
  9. Google dice che gli impiegati usano solo il 10% delle possibilità offerte da Office. Ma secondo Google usano tutti lo stesso 10%? Google pensa di dare a tutti un solo prodotto con meno funzioni?
  10. Google non dice agli utenti i propri obiettivi di sviluppo, dunque gli utenti non sono al corrente di nulla in merito;

Nessun commento da parte di Mary Jo Foley. I commenti sono lasciati agli utenti.

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