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L’ACCC non interviene nell’affair DoubleClick

La Australian Competition and Consumer Commission ha deciso di non intervenire in merito all'accodo tra Google e DoubleClick poichè le società in questione sono ritenute non essere stretti concorrenti nella fornitura di pubblicità online

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Semaforo verde per la Australian Competition and Consumer Commission (ACCC) nel merito della discussa acquisizione di DoubleClick da parte di Google, come dichiarato dal suo chairman Graeme Samuel. La fusione tra le due società è stata giudicata non lesiva per la competizione nel mercato australiano.

L’ACCC ha vagliato attentamente gli effetti della transizione sull’industria della pubblicità online in Australia: «un fattore chiave nell’investigazione è stato valutare se la combinazione tra il network di Google e le capacità di offrire annunci pubblicitari da parte di DoubleClick potesse incrementare il costo dei servizi legati agli annunci per quanto riguarda gli inserzionisti e gli editori», ha riferito Said. «Nel raggiungere la decisione l’ACCC ha notato come Google e DoubleClick non siano in stretta concorrenza nella fornitura di servizi legati alle inserzioni pubblicitarie. Inoltre, l’ACCC ha notato la presenza di altri concorrenti nel mercato che potrebbero mettere i bastoni tra le ruote alla nuova entità creata dalla fusione». «In tale contesto, l’ACCC ha considerato che la fusione non dovrebbe causare una sostanziale minaccia per la competizione nel mercato australiano».

L’acquisizione ha di fronte a sè ancora non pochi ostacoli e le commissioni presenti in Europa ed USA hanno ancora la guardia ben alta nei confronti dell’operazione (tanto per quanto concernente i problemi di antitrust quanto per le possibili minacce alla privacy dell’utenza). Un passo avanti, comunque, è compiuto.

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