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Come fa un tracker di BitTorrent a restare anonimo?

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La priorità per qualsiasi admin (colui che manda avanti la carretta) di tracker BitTorrent è restare anonimi. Questo mi sembra abbastanza intuitivo, ma è molto più facile dirlo che farlo (esatto, proprio il contrario del proverbio).

In un’intervista un admin, rimasto rigorosamente anonimo, ha spiegato tutte le precauzioni e la procedura per non essere “beccato” dalla RIAA o altre. E devo dire che alcune cose sono davvero geniali.

Innanzitutto bisogna mascherare il propio IP, altrimenti è fin troppo facile risalire al proprietario. Bisogna mascherare l’IP anche quando si inviano e ricevono email, che non si sa mai che riescano a risalire all’utente. È buona norma usare un computer soltanto per questa “attività”, per evitare di mescolare la vita privata con quella in Internet.

Poi, per rimanere anonimi, è indispensabile non dire a nessuno la propria attività. L’intervistato ammette che a volte è difficile, perchè si vorrebbe usare la potenza del nome del tracker per fare alcune cose, ma non facendolo si viene ripagati pienamente nel caso qualcuno cerchi la vostra identità.

Gli indirizzi email devono essere anonimi, usando nick che non si è mai usato in precedenza (altrimenti si potrebbe risalire al proprietario) e devono essere diversi dal nome del sito. È assolutamente necessario usare queste e-mail soltanto per “lavoro”, mai per cose private.

Per la registrazione del sito bisogna usare il nome di una persona che non ha nulla a che fare con l’attività in questione. Meglio usare una società (hosting) estera e che non vi chieda i dati anagrafici. Per accontentare questa società potete versare le donazioni direttamente sul loro conto PayPal, così non si rischia nemmeno di essere scoperti.

Assumete soltanto persone in telelavoro, senza divulgare i vostri dati anagrafici. Pagate tramite PayPal con conti anonimi o a nome di altre persone, rigorosamente non verificati. È indispensabile usare più di un conto PayPal.

Queste sono le risposte dell’intervistato, che ha anche pregato l’intervistatore di modificare le proprie risposte. Sapete, per rimanere anonimo…

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