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Cloudo, un OS social per la rete

Dalla Svezia apre oggi alla beta privata un nuovo sistema operativo per il web progettato per essere fruibile da qualsiasi device connesso ad internet e per consentire il lavoro in condivisione. Sono ormai almeno una decina i progetti di questo tipo

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Si contano ormai una decina di sistemi operativi per il web, cioè di luoghi della rete che sono in grado di funzionare come un ecosistema autonomo e a sé stante, dando all’utente la possibilità di fare attraverso il browser tutto (o quasi) quello che fa solitamente dal proprio computer. Senza contare i tentativi (ancora vaghi) di Google.

Cloudo, che apre oggi alle sottoscrizioni per la private beta, è dunque l’ultimo arrivato in un settore che sta sempre di più guadagnandosi spazio. Si tratta del risultato dei lavori di una compagnia svedese che ha messo a punto un sistema operativo orientato alla condivisione che funziona come un virtual computer per la socialità ottimo per tenere in comune documenti, cartelle, calendari e spazi di lavoro.

La sua qualità maggiore al momento sembra però il fatto che sia equipaggiato (al suo interno) con un set di applicazioni che consentano agli sviluppatori di sviluppare in totale autonomia ulteriori applicazioni. Per lo sviluppo di applicazioni è anche previsto un revenue program: i creatori di nuovi programmi saranno infatti remunerati per il loro lavoro, il tutto ancora una volta a partire da quelle che sono le risorse ricavate dalla raccolta pubblicitaria.

Il progetto era prima noto come Xindesk e ha un altro grande punto a suo favore: è progettato per funzionare su qualsiasi device (computer, telefono o palmare) che sia connesso ad internet, rendendo così il suo sistema operativo per la rete davvero autonomo.

«I computer che usiamo oggi si basano su idee e concetti che sono stati sviluppati negli anni ’70, non si sono quindi evoluti per venire incontro alle esigenze della vita moderna in mobilità e le possibilità che la rete offre» ha dichiarato a PcPro Ted Persson, co-fondatore di Cloudo: «Chi ha circa vent’anni passa online più del 95% del tempo al computer. Dunque un sistema come Cloudo è necessariamente il prossimo passo avanti».

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