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Chi c’è dietro il codice Linux?

La Linux Foundation ha pubblicato un interessante documento che, passando per numeri e percentuali, rende merito alla mole di contributi che provengono da privati e aziende per far crescere il kernel. E si scopre che c'è chi fa molto più di Torvalds

Notevoli sono anche i numeri che riguardano le aziende coinvolte: la prima a comparire è RedHat (11,2%), seguita da Novell (8,9%) e IBM (8.3%). Nell’elenco delle trenta società più impegnate fanno capolino anche nomi come Intel (4,1%), Cisco (0,5%), Silicon Graphics (2.0%), Oracle (1,3%) e HP (0,9%).

Non arrivano al 27%, invece, i contributi provenienti da fonti individuali o non sponsorizzate: una percentuale in continua diminuzione con il passare degli anni, segno inequivocabile dell’interesse che le aziende nutrono per lo sviluppo del kernel Linux. Ed è proprio alle aziende che questo documento è indirizzato: «[...] continuano ad esserci gruppi di persone là fuori che ancora percepiscono l’open source e Linux come una specie di movimento hobbistico e casuale» ha dichiarato Jim Zemlin, direttore esecutivo della fondazione. «È sorprendente che anche se Linux fa girare la Borsa di New York, quella gente ancora dubiti che non sia pronto per essere considerato maturo. Sì, l’ho sentito in alcune conversazioni di tendenza».

Zemlin fa poi notare che nei prossimi mesi verrà immesso sul mercato un grosso numero di nuovi prodotti basati su Linux e questo porterà nuove compagnie ad interessarsi allo sviluppo del kernel. Resta da escludere, comunque, che alcune società possano prendere il sopravvento e spingere lo sviluppo di una direzione piuttosto che in un altra, sia grazie alla guida solidamente in mano alla Linux Foundation, che stipendia anche lo stesso Torvalds, sia grazie al rapporto di fiducia e collaborazione che si instaura tra i partecipanti allo sviluppo.

Lo sviluppo del kernel Linux è quindi in costante accelerazione proprio grazie al numero sempre maggiore di aziende interessate, provenienti sia dal mercato dell’Information Technology, sia da altri comparti dell’economia. Basti pensare che la versione 2.6.25 prossima al rilascio includerà il protocollo di rete PF_CAN sviluppato da Volkswagen.

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  • pepstx

    ricordo una bella discussione a riguardo, che trattava proprio questo argomento. E’ bello sapere che la la critica buona e la concorrenza di mercato, quando sono finalizzate alla crescita e allo sviluppo possono solo avere dei vantaggi!
    il mondo on line!

  • Marco

    Più che altro molte di quelle società hanno da sempre contribuito allo sviluppo del kernel di Linux, inoltre molti dei programmatori che prima lo facevano “a tempo perso” ora hanno trovato lavoro e non possono o non vogliono continuare a svilupparlo.
    Infine molti dei programmatori di società impegnate nella ricerca in Linux, sono pagate dalle stesse società in cui lavorano e questo è indubbiamente uno slancio in più per il contributo che danno.
    Tutto sommato, era il sogno più volte auspicato da Stallman che si avvera.

  • http://digilinux.altervista.org matrobriva

    Complimenti ad Al Viro!