Affair OOXML
OOXML è diventato uno standard internazionale tra aspre polemiche. Alcune indagini sono ancora in atto, ma nel frattempo si sprecano le critiche da Red Hat, Ubuntu, IBM ed altri. OpenOffice, per voce di Italo Vignoli, rimane in attesa: decida il mercato
Webnews: Ora che anche il formato di Microsoft è uno standard ISO, cosa cambia nel marketing di OpenOffice.org? Quanto spingerete sul “vantaggio” di avere ODF come formato?
Italo Vignoli: «Continueremo a spingere su ODF come in passato: il formato è riconosciuto da enti sovranazionali come l’Unione Europea, da numerosi stati europei e da enti a livello sia nazionale che locale, soprattutto in Europa. Quindi, è un formato importante che ha già conquistato un suo ruolo sul mercato, e conta di mantenerlo ed espanderlo. OpenOffice.org 3.0 implementerà la versione 1.2 del formato, che è in corso di standardizzazione ISO. Ovviamente, l’attenzione che avremo per OOXML sarà superiore rispetto al passato, perché adesso si tratta di un altro standard ISO. In questo caso, cercheremo – se sarà possibile – di lavorare a un’armonizzazione tra i due formati, per semplificare la vita agli utenti. Armonizzazione è un termine tecnico del mondo degli standard, e nel linguaggio normale potrebbe essere tradotta con “convergenza”».
Webnews: Pensi quindi che possa esserci in futuro una fusione dei due formati? Magari andando per passi graduali, ad esempio integrando alcune specifiche di OOXML in ODF e viceversa man mano che vengono studiate nuove versioni e revisioni?
Italo Vignoli: «Parlare di fusione è del tutto prematuro, perché oggi la distanza è significativa. I due formati derivano dalle impostazioni e dalle storie di due prodotti diversi – StarOffice e Microsoft Office – per cui partono da presupposti diversi anche per la descrizione di elementi apparentemente semplici come il singolo paragrafo. E’ ovvio che in questo caso trovare un’armonizzazione sarebbe più semplice rispetto a quella dei linguaggi macro e di altre funzioni più sofisticate, che vengono gestite in modo diverso. Prima di poter parlare di armonizzazione, comunque, ci sono ancora alcuni “spigoli” di tipo legale che vanno eliminati da OOXML, come – per esempio – la scarsa chiarezza della Open Specification Promise. Credo che si potrà iniziare a lavorare seriamente nel giro di qualche mese, quando la situazione su questi punti sarà – auspicabilmente – chiara, e le specifiche del formato saranno state pubblicate (in questo momento parliamo di uno standard che ha subito talmente tante modifiche nell’ultimo periodo – 1.500 pagine su 6.000 – da essere chiaro solo a chi lo sta scrivendo nella sua stesura ufficiale). L’armonizzazione sarà sicuramente un processo per gradi».
Webnews: Quindi è possibile, se non prevedibile, che le zone d’ombra della specifica Microsoft possano nascondere qualche brevetto in agguato?
Italo Vignoli: «In teoria no. Microsoft ha affermato che l’elenco dei brevetti afferenti a Office 2007 e a OOXML verrà pubblicato entro il mese di aprile, nell’ambito dell’iniziativa annunciata il 21 febbraio sull’interoperabilità. Bisogna riconoscere che ha già pubblicato queste specifiche per altre tecnologie, per cui – in questo momento – non c’è ragione di dubitare che lo farà anche per Office 2007. Il problema potrebbe essere legato alle modalità di concessione dei brevetti legati al formato, che dovrebbero essere aperti e liberi da royalty per qualsiasi uso, compreso quello commerciale (così come avviene per i brevetti Sun legati a ODF). Attualmente, l’Open Specification Promise non è sufficientemente chiara sotto il profilo legale, e le dichiarazioni che ne chiariscono i concetti non sono sufficientemente ufficiali per essere considerate valide sotto il profilo legale. Microsoft ha costruito il proprio modello di business, che prevede una protezione attenta della proprietà intellettuale, utilizzando schiere di avvocati. Oggi, non può meravigliarsi se la comunità richiede lo stesso rigore nei confronti del problema dei brevetti e delle licenze in relazione a OOXML (potremmo dire, parafrasando una frase celebre: chi di avvocato colpisce, di avvocato…)».
Webnews: La Commissione Europea ha annunciato un’indagine per far luce sulle modalità di voto che hanno portato alla promozione di OOXML a standard ISO. Vi aspettate che venga fuori qualcosa di vantaggioso per ODF e OpenOffice, oppure è meglio iniziare subito a “combattere” la concorrenza con altre armi? E soprattutto, quali sono le altre armi a disposizione?
Italo Vignoli: «La Commissione Europea ha tutto il diritto di indagare sugli aspetti del processo di standardizzazione di OOXML che ritiene non siano stati abbastanza trasparenti rispetto a quello che essa stessa si aspetta in relazione alla libera concorrenza sul mercato, ma questo non cambia assolutamente la nostra posizione, e non cambia il panorama competitivo. Continueremo a fare concorrenza a MS Office utilizzando le armi che ci competono, ovvero la comunicazione, l’ironia, la provocazione e – ovviamente – la possibilità di aggregare degli utenti sul concetto di libertà del software».
Webnews: C’è qualcos’altro che vorresti aggiungere?
Italo Vignoli: «La posizione dell’Associazione PLIO, che ha mostrato maggiore apertura nei confronti dell’iniziativa Microsoft sull’interoperabilità di quanto non abbiano fatto le istituzioni e le aziende del mondo open source (per esempio, IBM e Sun), ci ha portato a stabilire un colloquio costruttivo con alcuni esponenti Microsoft sia in Italia che negli Stati Uniti. Uno dei progetti di armonizzazione potrebbe partire in Italia, e la comunità OpenOffice.org potrebbe farne parte. Siamo solo agli inizi di un percorso, speriamo che non si fermi».
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