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Hamas censura il Web a luci rosse

Con l'intento di migliorare la morale e lo spirito della popolazione, Hamas ha raggiunto l'accordo con un ISP locale per applicare dei filtri che non lascino passare contenuti pornografici. Il sistema rallenta,però, pesantemente la navigazione

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Mentre in Italia ha destato scalpore e curiosità la proposta di normare più severamente la diffusione di contenuti pornografici online, in Medio Oriente le autorità di Hamas hanno avviato una profonda opera di censura online orientata a precludere l’accesso ai contenuti pornografici dalla Palestina.

A Gaza, l’unico ISP che fornisce connessioni ADSL è PalTel e le autorità di Hamas hanno siglato un accordo con loro a metà maggio, ora diventato operativo, che prevede il filtraggio totale dei contenuti di Internet per bloccare la pornografia. Il tema è infatti particolarmente sentito nella zona, già in passato ci sono stati degli incidenti con bombe incendiarie gettate agli internet point da parte di gruppi estremisti che rivendicano la pulizia della rete per una maggiore moralità.

I filtri, infatti, sono stati progettati secondo l’autorità per «proteggere i figli della gente della Palestina e rinforzare la morale della nazione». Ma ben lungi dal rafforzare la morale, i filtri stanno scontentando tutti e non solo per il fatto che inibiscono l’accesso alla pirateria, quanto soprattutto per il fatto che rallentano tutta la navigazione. Alle volte alcuni siti ci mettono anche due ore per aprirsi.

E se gli studenti e chi fa ricerca si lamenta e di non poter svolgere il proprio lavoro, gli utilizzatori comuni lamentano la morte anche dell’ultima forma di intrattenimento che gli era rimasta. Eppure i 50.000 abbonati ad una linea ADSL (su un milione e mezzo di abitanti) continuano a crescere, segno che la rete continua ad avere un senso e un’utilità.

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