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IAB Forum 2008: back to basics

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Alain Hereux presidente IAB europa

Sono reduce dallo IAB Forum di Milano, giusto toccata e fuga, ma abbastanza per cogliere alcuni segnali. Nei prossimi post cercherò di riportare alcune case history di successo che possono dare un buon esempio, ma per prima cosa ci tengo a condividere con i lettori di oneMarketing alcune impressioni a caldo.

Grande affluenza di pubblico, sale piene di persone che prendono appunti, fotografano, fanno riprese.

Gente che gira negli stand, che rispetto all’anno scorso si sono moltiplicati e diversificati: oltre ai grandi player come Yahoo, Microsoft Advertising e Google e ai nomi “storici” del search marketing italiano (“Sems, inTarget, Webranking, Tsw”) tante nuove aziende che offrono servizi di visibilità, di monitoraggio della brand reputation, software di Web analysis, sistemi di affiliazioni.

Le tendenze? Maggiori investimenti, un consumatore più attento, più partecipe, che usa il Web per informarsi. Nell’interessante speech di “Alain Hereux, presidente IAB Europa”, una serie di grafici fanno ben sperare sulla crescita degli investimenti da una parte e sull’evoluzione della relazione con il cliente dall’altra.

A seguire le esperienze di Barilla, Fiat, Enel, L’oreal, Feltrinelli che orgogliose e forse un po’ incredule raccontano quello che hanno fatto col Web.

Ma…
ma poi senti che Expedia deve tornare a investire sulla pubblicità offline e che gli interventi del Search Marketing, sempre penalizzati dall’orario e dalle sovrapposizioni (quest’anno con il Buzz Marketing e la Web Analytics), che dovrebbero essere la “creme della creme” degli interventi, i seminari più “avanti” e più seguiti dalle aziende, tornano alle basi. Fanno un passo indietro.

Come detto da Nereo Sciutto, di Webranking, dobbiamo tornare a spiegare alle aziende cosa vuol dire fare search marketing.

Io ero incredula ma lo speech di Miriam Bertoli e quello di Intarget.net (ad eccezione del breve ma illuminante intervento di Tommaso Galli, purtroppo troppo di nicchia per essere apprezzato) mi hanno confermato questa esigenza: le aziende ancora oggi non hanno capito che l’obiettivo non è essere primi sui motori di ricerca per una certa parola chiave. Che non servono trucchetti “tecnici” di inserimento keyword a mò di spam da parte di un Web master. Che essere su Internet non è mettere un banner su un portale.

Ma al contrario che è indispensabile un consulente strategico che aiuti a utilizzare gli strumenti sempre più complessi resi disponibili dal Web e dalla molteplicità delle fonti.

Che oggi si parla di conversioni e di ROI.

E che i “contenuti generati dagli utenti” hanno un potere sulle decisioni d’acquisto, persino maggiore della comunicazione istituzionale delle aziende.

Back to basics!…

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  • 07/11/2008 alle 16:11 #143605

    Elena Farinelli
    Participant

    Leggi la notizia: IAB Forum 2008: back to basics

    08/11/2008 alle 08:29 #185719

    Spiderpanoz
    Participant

    molto interessante elena.
    mi piacerebbe che tu approfondissi in concetto in un prossimo post.
    ciao e grazie
    andrea

    08/11/2008 alle 15:52 #185720

    Per gli operatori del settore si rendeva necessaria una “sgrossatura”. Argomenti per certi versi triti e ritriti specie dai soliti nomi del Search Marketing Italiano.

    Qualcuno ha azzerdato interpretando in maniera abbastanza banale le potenzialità del social media marketing utilizzando le solite simpatiche “torte” :) ma senza considerare che il social è fatto di persone e le persone non sono (tutte) fesse.

    Si è distinta a mio modesto parere “promodigital” con il suo buzz marketing. Ho per la prima volta ascoltato una strategia di cui ignoravo completamente l’esistenza… non so se efficace ma certamente non è la solita cosa che si sente in giro e quindi a me “nuova”.

    09/11/2008 alle 21:21 #185721

    Giorgio
    Membro

    beh certo se ancora oggi le agenzie seo dicono:

    I professionisti SEO (Search Engine Optimization) di XXXXXX utilizzano le tecniche più efficaci per ottimizzare i siti per le parole chiave più vantaggiose, costruendo testi “ad hoc”, ottimizzando il codice HTML e aumentando la diffusione di link esterni al sito (Link Popularity) tramite le tecniche più usate (link baiting, article marketing, diffusione di comunicati stampa, acquisto e scambio di links etc.).

    10/11/2008 alle 11:00 #185722

    Fradefra
    Participant

    In effetti il problema è sempre lo stesso, però onestamente va detto che non è solo lato cliente, ma spesso è lato fornitore.

    Molti offrono posizionamento sulla base delle parole chiave, perché non hanno le conoscenze per offrire un vero progetto di visibilità complessiva, con mix di azioni in sinergia, con studio preventivo delle chiavi, con Comunicazione integrata tra lato sinistro e lato destro delle SERP. Anzi, ci sono SEO che consigliano ai propri clienti di non comprare AdWords per una certa chiave, quando questa sia in SERP (ed invece, spesso è un errore grossolano toglierla).

    Per assurdo, è facile posizionare un sito su una certa chiave, molto più difficile e rischioso è scegliere la chiave. Che poi è il motivo per cui molti non vogliono lavorare a performance… una paura folle di riuscire a posizionare il sito del cliente al primo posto, ma non portargli alcun guadagno.

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