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Un brevetto contro Google, Microsoft ed Apple

Un brevetto registrato dalla piccola Cygnus System porterà in tribunale Google, Apple e Microsoft. La tecnologia descritta dal brevetto consta nell'anteprima grafica di un file che permette di intuirne il contenuto prima dell'apertura del file stesso

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Cygnus Systems è il nome dell’ultimo Davide pronto a sfidare Golia. La piccola azienda con sede nell’Indiana è infatti pronta a presentare in tribunale le proprie ragioni per difendere un brevetto che i soliti grandi gruppi avrebbero violato. I nomi coinvolti: Google, Microsoft, Apple. Nello specifico le violazioni sarebbero identificate in vari prodotti, tra i quali:

  • Internet Explorer 8
  • Windows Vista
  • Mac OS X
  • iPhone
  • Safari
  • Google Chrome

Il brevetto è registrato con il numero 7346850 e risale al 2001. Il testo depositato all’USPTO descrive un processo relativamente semplice e diffuso: l’utilizzo di una snapshot per consegnare una “anteprima” del file prima della sua apertura. L’esempio con Windows Vista è lapalissiano: il sistema operativo mostra il contenuto di un file mostrandone parzialmente il contenuto, così come con le cartelle. Pariteticamente, anche Finder e Cover Flow utilizzano medesimo sistema su ambiente Mac.

La Cygnus Systems ha visto ufficialmente riconosciuto il proprio brevetto da pochi mesi e già è pronta a correre in tribunale. Il gruppo, per voce del proprietario Gregory Swartz (colui il quale ha in precedenza sviluppato di proprio pugno la tecnologia al centro della vicenda), ha chiesto un risarcimento per tutti i danni pregressi ed un intervento affinché i gruppi citati non perpetrino il proprio uso illegale della tecnologia specifica. Il caso è destinato ad entrare nel novero della serie delle cause che piccole aziende hanno intrapreso contro grandi aziende per scalare improvvisi successi economici. L’esito non sempre è scontato, e nel caso specifico la Cygnus System è appena ai primi passi del proprio percorso processuale.

La causa è stata depositata presso la Corte Distrettuale dell’Arizona ed al momento non si registrano dichiarazioni ufficiali da parte delle aziende citate.

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