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Così non va

Una ricerca Istat fotografa un'Italia completamente al palo per quanto concernente i rapporti con l'informatica ed il Web. Pochi pc, basso utilizzo del Web, cultura informatica latitante. E nel tempo la situazione non migliora. I dati parlano chiaro

Tra tutte le motivazioni che portano l’utenza sul Web, quelle che hanno mantenuto maggior vitalità nel 2008 sono stati l’apprendimento e la ricerca di informazioni su beni e servizi. Tutto il resto sembra perdere appeal, compresi l’uso delle email o la ricerca di informazioni sanitarie. La voce “Leggere o scaricare giornali, news, riviste” è quella che subisce il colpo più duro. «Le attività svolte con Internet sono strettamente correlate con l’età: tra i 20 e i 44 anni oltre l’82% dei fruitori di Internet lo fa per mandare o ricevere e-mail. L’utilizzo del web per cercare informazioni su attività di istruzione o su corsi di qualunque tipo è particolarmente diffusa tra le persone tra i 18 e i 34 anni, con una punta del 54% tra le persone di 20-24 anni. Analogamente, la ricerca di lavoro su Internet è particolarmente diffusa tra i 20 e i 34 anni».

La ricerca, però, non sembra voler monitorare l’appeal dei social network sull’utenza, e ben si sa cosa Facebook abbia significato negli ultimi mesi. La ricerca ignora però il fenomeno, piccolo grande bug nella preziosa analisi Istat dovuto più che altro alla tempistica: l’indagine sarebbe infatti stata condotta nel febbraio del 2008 e nel frattempo il fenomeno Facebook é dilagato. Per contro, il dato ignoto sui social network può essere considerato come una conseguenza di quanto segue: «Internet è anche utilizzato per il download di contenuti digitali come scaricare o vedere film, cortometraggi o video (34,6%), per scaricare e o ascoltare musica (22,7%), per scaricare giochi per pc o video game e i loro aggiornamenti (10,7%) e per usare un browser come supporto news feeds per leggere le novità sul web (8,5%)».

Nulla di nuovo, inoltre, dal dato secondo cui l’uso del Web rimane ad oggi cosa sostanzialmente gratuita e per la quale l’utente non è disposto ad aprire il portafoglio. I dati esprimono una quota del 97.7% di utenti che utilizzano la Rete come strumento di condivisione, senza aver al contempo mai pagato alcunché. Tale fenomeno ha vette estreme tra le fasce più giovani: «sono sopratutto i ragazzi di 18-24 anni ad usare il peer to peer per scambiare musica, film video (circa il 20%) e i ragazzi di 18-19 anni a caricare contenuti autoprodotti sui siti web (31,1%)». Anche sotto questo punto di vista, insomma, nulla di nuovo.

«Leggere weblog o blog è un’attività svolta dal 28,5% delle persone di 6 anni e più che hanno usato Internet nei 3 mesi precedenti l’intervista. Segue l’inserimento di messaggi in chat, newsgroup o forum (22,3%) e i servizi di instant messaging (21,3%). Leggermente meno usato Internet per telefonare o per effettuare videochiamate (entrambi 15,9%) e per creare o gestire weblog o blog (7,8%)». Il resto è dedicato all’analisi dell’e-commerce, dell’uso del Web come strumento per la telefonia ed altri aspetti ancora. Ma concentrarsi sui dettagli, a questo punto, significherebbe perdere di vista il senso vero e generale dei dati Istat: l’Italia è in ritardo, l’Italia non accelera. L’Italia dell’informatica non cambia marcia, l’Italia digitale non decolla. L’Italia dei bit ha un potenziale enorme ancora da esprimere, l’Italia del Web è ferma ad uno stadio primordiale.

C’è molto da fare. Se non altro, per questo 2009, è ancora possibile porsi qualche obiettivo: i margini di crescita non solo ci sono, ma sono anche clamorosamente ampi. Vergognosamente ampi.

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  • anonymous

    …e con una classe politica come quella rappresentata dalla On. Carlucci totalmente incompetente in materia informatica si capisce il perché siamo ridotti come siamo e perché andrà sempre peggio…

  • Fabio Beoni

    … ma dai anonymous, cosa ti importa di Internet! Oggi abbiamo il DIGITALE TERRESTRE, quella si che è un’innovazione… Internet? Un postaccio dove andare a scaricare mp3 e sesso virtuale… Io mi chiedo, sarà pedofilo anche Obama che ha tra le sue priorità ha quella di rinnovare tutta l’infrastruttura americana di accesso alla rete? Meno male che i cinesi mi hanno dato questa chiavetta 3G, altrimenti dal centro della pianura Pontina con il modem a 56K col cavolo che inviavo il post!

  • alienz

    ti quoto pienamente fabio, io per avere un cavolo di accesso a banda larga decente DEVO SPENDERE 36? al mese perchè “non sono coperto” dal servizio via cavo, è una situazione vergognosa che si parla di innovazione (digitale terrestre) ch’è una tecnologia morta e defunta ancora prima di essere presentata .. ma cosa vuoi sarò anche polemico ma mi pare una mega*****ta che arriva il digitale terrestre e non arriva una bandalarga!! italia tecnologica è vergognosa forse in burundi sono messi meglio, ma però abbiamo il digitale terrestre…

  • Edi

    Una classe politica informaticamente ignorante, non promuovera mai la sua ignoranza. Csì tenendo il suo popolo nell’altresi ignoranza