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Nokia sposa Verizon sull’LTE

Il grande produttore di telefoni cellulari rigetta definitivamente il WiMax e sposa l'LTE come rete cellulare di quarta generazione. Nel 2010 immetterà sul mercato un device touchscreen in accordo con l'operatore Verizon e poi altri device

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Nokia compie un altro passo per allontanarsi dal WiMax come prossima frontiera della connettività dopo la terza generazione. James Harper, alto funzionario di Nokia, ha infatti dichiarato che la società preferisce puntare sulla tecnologia LTE e che con Verizon creerà un device touchscreen 4G.

Non ci sarà comunque solo il nuovo figlio di Nokia e Verizon a montare la tecnologia LTE, ma anche altri device non ancora specificati. Potrebbe anche trattarsi, quindi, di una ipotesi coinvolgente i computer laptop che l’azienda sta per lanciare. Sempre Nokia, inoltre, conferma come la velocità massima raggiungibile sulla rete LTE sia di 60 Mbps.

I motivi dichiarati per i quali Nokia ha scelto l’LTE sono nella sua maggiore velocità, affidabilità e retrocompatibilità. Inoltre LTE è una tecnologia proprietaria e non uno standard IEEE come sono il WiFi o il WiMax. Non a caso Vodafone, Sprint, AT&T, Clearwire e Verizon stanno tutti quanti ormai testando LTE e da tempo professando che si tratta del vero primo assaggio di 4G. Non stupisce quindi che il più grande produttore di telefoni segua il mercato invece di impegnarsi a farlo.

La roadmap del 4G secondo Nokia è ad ogni modo ancora molto lunga. Nel 2013 dovrebbe essere ormai una realtà del mercato, con telefoni anche di media fascia in grado di supportarla, e solo nel 2020 arrivare davvero ovunque in maniera pervasiva.

«Il fatto che Verizon pianifichi di immettere sul mercato adesso la tecnologia 4G è la dimostrazione di come la connettività di terza generazione non sia in grado di mantenere le promesse di esperienza broadband fatte» ha dichiarato l’operatore Clearwire «È chiaro che avere più operatori a professare i benefici della rete 4G non può far altro che portare servizi migliori e più consapevolezza nei consumatori».

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