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Parlamentari a scuola di Internet

L'Istituto per le Politiche dell'Innovazione ha organizzato per il prossimo mese di aprile 5 seminari dedicati ai parlamentari italiani ed incentrati sulle tematiche che dovrebbero stare alla base di ogni legiferazione riguardante il mondo della Rete

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Alla luce del dibattito che è andato accumulandosi attorno alle proposte di legge firmate da Gianpiero D’Alia, Luca Barbareschi e Gabriella Carlucci, dal Web giunge una forte provocazione per il mondo della politica nostrana: un corso. “Internet per i parlamentari“, una iniziativa firmata dall’Istituto per le Politiche dell’Innovazione, vuole essere una vera e propria scuola per infondere nella classe politica interessata i necessari erudimenti per capire ed usare la Rete. Lo scopo teorico è quello di fornire ai parlamentari che parteciperanno le basi necessarie per poter legiferare con senno su tematiche tanto nuove e complesse come quelle della Rete. Dietro, però, si nasconde una forte provocazione che da più parti si spera possa scuotere le poltrone di Montecitorio per stimolare una maggiore attenzione su temi ormai quotidianamente all’ordine del giorno.

Così l’iniziativa è stata presentata alla stampa: «Nel corso degli ultimi mesi il Parlamento si è trovato sempre più di frequente ad assumere iniziative legislative con l’intento di regolamentare la Rete e condotte e dinamiche caratteristiche dello spazio telematico. In molti casi tali interventi normativi hanno evidenziato una scarsa conoscenza da parte del nostro legislatore del fenomeno Internet, delle dinamiche della circolazione dei contenuti digitali nello spazio telematico e delle straordinarie potenzialità che la Rete offre ai cittadini, alle imprese ed alla politica. È questa la constatazione alla base del ciclo di cinque seminari, riservati ai Parlamentari della Repubblica su Internet, diritto e nuove tecnologie che l’Istituto per le Politiche dell’Innovazione organizza tra il 18 marzo ed il 21 aprile 2009. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di consentire ai Parlamentari di comprendere dalla viva voce di alcuni dei più grandi esperti italiani di internet e società dell’informazione – che si sono dichiarati disponibili a prendere parte all’iniziativa a titolo gratuito – quali siano le dinamiche della circolazione dei contenuti digitali nello spazio telematico e, più in generale, quali siano le potenzialità del web per il sistema Paese da un punto di vista sociale, economico e politico».

Il programma è diviso in 5 differenti seminari, per i quali son già stati nominati anche i rispettivi relatori:

  • Internet: il futuro non è più quello di una volta
    Stefano Quintarelli – Eximia
    Ernesto Belisario – Segretario Generale Istituto per le politiche dell’innovazione
  • Le nuove tecnologie per il settore pubblico
    Carlo Mochi Sismondi – Direttore Generale ForumPA
    Carmelo Giurdanella – Direttore Istituto per le politiche dell’innovazione
  • Internet: opportunità per cittadini, imprese e politici
    Marco Montemagno – Reporter diffuso, Codice internet
    Marco Pancini – European Policy Counsel, Google
    Pier Luigi Dal Pino – Responsabile attività istituzionali, Microsoft
  • Nuove tecnologie, creatività e diritto
    Leonardo Chiariglione – Dmin.it
    Juan Carlos de Martin – Direttore Centro Studi Nexa del Politecnico di Torino
    Guido Scorza – Presidente Istituto per le politiche dell’innovazione
  • Privacy e nuove tecnologie: una questione di equilibrio
    Francesco Pizzetti – Garante per la privacy ed il trattamento dei dati personali
    Luigi Montuori – Responsabile del Dipartimento Comunicazioni e Reti del Garante per la Protezione dei Dati Personali
    Andrea Rossetti – Associato di Filosofia del diritto all’Università Bicocca di Milano

Guido Scorza, Presidente dell’Istituto per le Politiche dell’Innovazione ed a capo dell’idea del corso “Internet per Parlamentari”, esprime tutta la filosofia dell’iniziativa chiedendosi se parteciperanno in molti ai vari seminari organizzati: « Mi piace pensare che sarà così e che sapranno cogliere l’occasione, dimostrando, così, di avere a cuore le sorti del Paese e della Rete. Se non sarà così, pazienza… noi ci avremo provato!»

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