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MySpace, uno dei fondatori abbandona

Chris DeWolfe, consensualmente con i vertici della compagnia, lascia la creatura che ha contribuito a creare. Resterà comunque legato ad un ruolo da strategic adviser per MySpace China, ma di fatto non sarà più parte della società

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Continua il lento passaggio di Myspace dalle sue origini di startup arrembante a compagnia a tutti gli effetti, parte dell’ecosistema vecchio stampo. Già acquistato da Murdoch da tempo, ora quello che fu il primo social network di successo perde definitivamente uno dei suoi fondatori originari.

Tom Anderson, l’amico del benvenuto di tutti i sottoscrittori del network, rimane anche se probabilmente la sua posizione sarà rivista, mentre è Chris DeWolfe a lasciare. Al suo posto arriverà probabilmente Jonathan Miller, ex-CEO di AOL (ma c’è anche chi dice che a succedere sarà Owen Van Natta, ex COO di Facebook), e DeWolfe continuerà comunque a ricoprire un ruolo come strategic adviser per MySpace China.

Tom Anderson invece sembra che avrà un ruolo meno amministrativo e più creativo. L’idea dietro il cambio di ruolo dei due fondatori sembra annidarsi nella volontà di allontanare la coppia da impegni ed obblighi giornalieri da amministratori di una grande compagnia e lasciare che si possano concentrare su ciò che riesce loro meglio: innovare. Nonostante infatti DeWolfe abbia lasciato il proprio posto, lo stesso rimarrà un punto di riferimento per il mercato più importante per il futuro del social network.

Non sfuggirà come una simile decisione arrivi quando ormai Facebook è diventato il numero uno da inseguire, pronto ormai a doppiare gli utenti di MySpace (ad ora sono 200 milioni contro 130), anche se il social network per antonomasia rimane il numero uno negli Stati Uniti e il più redditizio. Pur non essendoci dati certi, infatti, la compagnia di Murdoch sostiene di guadagnare molto di più del rivale (circa 585 milioni di dollari nel solo 2008) grazie anche ad un importante accordo di partnership con Google che tuttavia andrà in scadenza nel 2010.

La verità è che Facebook stenta a fare moneta nonostante i tantissimi utenti mentre lo squalo Murdoch sembra molto più a suo agio con tecniche, contratti, alleanze e sistemi per trasformare in incasso la presenza di utenti.

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