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Il telelavoro: lavorare comodamente da casa

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Oltre alle normali modalità lavorative, le recenti tecnologie hanno permesso lo sviluppo di una nuova forma di esercizio della professione: il telelavoro.

Questa forma permette al dipendente di lavorare per l’azienda attraverso vari sistemi di comunicazione, anche da luoghi lontani dalla sede.

Le caratteristiche di tale modalità sono diverse: innanzitutto, la possibilità di gestire i propri orari di lavoro, in modo più flessibile, ma anche la riduzione dei costi per l’azienda (immobili, riscaldamento, ecc.) e per il lavoratore (mezzi di trasporto).

In Italia, il telelavoro è regolato dall’accordo interconfederale del 9.06.2004, legato alla Normativa Europea. Caratteristiche fondamentali sono la necessaria consensualità di entrambe le parti, per la sua adozione. Tra gli obblighi, troviamo quelli del lavoratore di informare subito di eventuali guasti o malfunzionamenti dei sistemi utilizzati per la comunicazione e di non diffondere materiale illegale sul Web.

In aggiunta a quanto detto, sotto la denominazione di Telelavoro si estende una sotto-differenziazione così articolata:

  • Telelavoro domiciliare: il lavoratore opera dal suo domicilio, dal quale comunica via Internet con l’azienda, con una continua connessione al sistema interno;
  • Telelavoro dal “centro satellite”: si opera da una filiale appositamente creata, a disposizione di tutti e non solo dei clienti;
  • Telelavoro mobile: il lavoro viene svolto attraverso apparecchiature mobili (PC, cellulari, ecc);
  • Telelavoro da telecentri o telecottages: il telelavoro è svolto in appositi centri creati per lo scopo da un consorzio di aziende, da un’azienda singola o anche da enti pubblici;
  • Remotizzazione: più persone operano collegate tra loro;
  • Sistema diffuso d’azienda: trattasi di azienda virtuale, esistente solo in rete.

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