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Second Life cerca di sopravvivere

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Cinquecentomila utenti attivi su 15 milioni di avatar registrati. Pochino per il mondo virtuale che fece furore qualche anno fa. Second life, come luogo virtuale di promozione commerciale e di rappresentanza per le imprese, non ha mai sfondato (fece rumore un articolo di Wired, del 2007, che raccontava come il tabellone virtuale della Coca Cola avesse avuto 27 visite in un mese).

Non sfonda nemmeno per i giochi: ha numeri ridicoli rispetto, per esempio, a World of Warcraft che ha 11 milioni di utenti, che pagano 10 euro a testa per poter gareggiare.

Linden Lab, la società che ha sviluppato il “mondo parallelo”, ha dovuto chiudere le banche e i casinò di Second Life: le prime, dopo che la più antica di esse, Ginko Financial, se ne scappò da S.L. con 750.000 dollari degli investitori; i secondi dopo una visitina dell’FBI nella sede della software house alla ricerca di presunte irregolarità.

SL viene usato invece per gli incontri, per i meeting fra avatar.

A dispetto di tutto, quelli della Linden non demordono e danno la colpa del parziale fiasco commerciale all’inesperienza delle aziende nei codici di comunicazione del Nuovo Mondo e si attendo sviluppi positivi, magari grazie a qualche possibile sinergia inedita. Leggi, il collegamento dell’avatar all’identità di Facebook.

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  • 26/08/2009 alle 09:30 #146478

    Federico Guerrini
    Participant
    27/08/2009 alle 13:19 #199898

    Luca Mori
    Membro

    Interessante analisi. Il caso di Second Life solleva dei grossi interrogativi sul crinale tra successo e insuccesso di progetti nel Web 2.0. Tra gli altri dati usciti in questi giorni: il numero degli utenti registrati è cresciuto tra 2008 e 2009, ma gli utenti effettivi (attivi almeno una volta la settimana) per la prima volta è calato. Secondo Second Life News Network Italia (Slnn.it), il 90% dei nuovi utenti si registra per abbandonare subito dopo.

    28/08/2009 alle 09:27 #199899

    Pepstx
    Membro

    tutto giusto, l’articolo e il commento, ma una cosa forse è stata tralasciata, ovvero, il fatto che SL forse non è nato e mai lo sarà una piattaforma commerciale,almeno per questi anni. per poter far qualcosa all’interno, oltre a vagare senza meta tra le isole o ritrovarsi incastrati in qualche bug di codice, è fare qualcosa all’interno, come build-are o organizzare venti o simili, cose che sono estranee all’untente medio, a causa di una carenza strutturale delle funzioni “building” , che ammetto, non proprio facili e anche ad una interfaccia utente non molto intuitiva e talvolta macchinosa. Voglio dire quindi che è ancora mondo di nicchia e quelli che ci sono snobbano i novellini che arrivano, se non si hanno le giuste conoscenze gia il giorno dopo ci si ritrova a disistallare il software. La chiave sta nell’essere creativi quando si è on line ed è una carenza che risiede non nel mondo parallelo, ma in quello reale, basta che uno personaggio televisivo faccia qualcosa e subito lo ripetiamo, questa è mancanza di stile e in SL è punita con la non curanza dei nuovi arrivati.

    31/08/2009 alle 06:41 #199900

    Federico Guerrini
    Participant

    Sì, pepstx, sono d’accordo con te sulle funzioni di building e con Luca sul fatto che quello di Second Life sia un caso che fa riflettere. Può darsi che qualcun altro raccolga ciò che SL ha seminato…

    04/09/2009 alle 22:17 #199901

    Zero
    Membro

    La gente è ormai troppa ibranata per socializzare come in una vita vera, preferiscono appendere la loro foto e vantarsi di tanti amici che realmente non hanno??

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