Giornalismo certificato
Il giornalismo online ha bisogno di bollini di garanzia? I giornali hanno bisogno degli aiuti dello Stato? I giornalisti hanno bisogno dell'Albo? Il giornalismo ha bisogno dei giornali?
Altro punto all’ordine del giorno al convegno “Il futuro del giornalismo” è relativo al modello di business da abbracciare. Numeri alla mano, l’Ordine ritiene sia venuto il momento di aprire alla distribuzione a pagamento, anche online. In assenza di entrate, infatti, il modello di business non regge e l’informazione ne risulta minata alla base. Anche in questo, però, il comportamento del mondo editoriale parla da sé: invoca i micropagamenti, ma si coalizza per cercare nuove soluzioni pubblicitarie; invoca normative antitrust contro i monopoli, ma poi chiede aiuti per difendersi dalla concorrenza del web; chiede che la rete non si appropri dei contenuti, ma poi ne fa quotidiana incetta. Soprattutto, si predica per i pagamenti, ma senza muovere alcun passo in questa direzione (Rupert Murdoch, almeno, è stato coerente con il proprio credo): nuova linfa per chi crede che gli imprenditori italiani siano abili ad agire soltanto quando lavorano con capitali altrui.
Il dibattito, semplicemente, è oggi sviluppato sui binari del non-sense. Questo perchè ancora si mettono a confronto i “giornali” e la “rete”, come se fossero due entità omologhe ed opposte. È questo un atteggiamento evidentemente parziale, strumentale e probabilmente doloso: nessun giornale online ha mai osato (o mai dovrebbe osare di) includere nella categoria del giornalismo tutto quel che viene venduto nelle edicole (e tutti sappiamo ciò che finirebbe nel calderone), mentre i giornali cartacei sono spesso pronti a confondere un blog ed un sito di news, un social network e l’ultima delle homepage personali.
La rete va messa a confronto con la carta, e giudicati entrambi come strumenti in tutte le loro qualità ed i loro difetti. I giornali vanno messi a confronto tra loro, a prescindere dal supporto usato, in termini di contenuti e di approfondimento. I giornalisti vanno messi a confronto tra di loro, a prescindere dall’editore e dal supporto, in termini di qualità delle informazioni e abilità espressive. Un mercato perfetto non richiede garanti e bollini, ma semplicemente chiarezza nei termini, trasparenza nelle informazioni e massima apertura. Laissez-faire, senza protezionismi né radicalizzazione delle posizioni: la mano invisibile farà il resto. Con estrema pazienza. E senza pietà.
L’immagine di copertina è ricavata da a BillRhodesPhoto
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