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Google Books: la Cina non ci sta

Migliaia di libri cinesi sono stati scannerizzati e sono oggi nell'archivio di cui Google Books intende avvalersi. Un gruppo di difesa degli autori cinesi lancia però le proprie accuse a Google, considerando poco appetibile il patteggiamento offerto

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Anche la Cina si schiera contro Google Books. L’accusa contro Mountain View giunge dalla China Written Works Copyright Society (CWWCS), gruppo di difesa del copyright degli autori cinesi. In un post pubblicato sul sito della Chinese Writers Association (CWA) si elencano innanzitutto i dettagli della proposta di Google (60 dollari una tantum per libro, più il 63% dei ricavati successivi) per poi opporre un netto rifiuto a tale orizzonte.

«Provate a scannerizzare Harry Potter e poi pagate a J.K. Rowling 60 dollari, vedrete se li accetterà!»: la provocazione dell’autore Chen Cun è chiara e legge l’accordo come una sfida occidente/oriente nel quale quest’ultimo tenta di frodare i diritti altrui per poche briciole. Gli strali su Google Books giungerebbero anche da Wang Xiaofeng, blogger che in riferimento a Google Books esprime il proprio «”Do not evil”, ma capace di essere peggio di una bestia in un momento feroce».

I libri tutelati dalla CWWCS trovati nell’archivio di Google sarebbero 17922 provenienti da almeno 570 autori (tra i quali esponenti del Governo ed alte figure accademiche cinesi). La società di tutela del copyright spiega che in questa fase è in atto semplicemente una fase informativa per far sì che tutti gli autori coinvolti possano avere a disposizione tutto il necessario per intraprendere la propria scelta indipendente. Nessuna causa sarebbe pertanto al momento stata formalizzata nei confronti di Google, ma è chiaro come gli autori cinesi intendano far valere il fatto di avere il coltello dalla parte del manico. Il giudizio del legale You Yunting rimarca il concetto: «Google ha scannerizzato e pubblicato questi libri di autori cinesi senza la loro autorizzazione, il che è un tipico atto di infrazione. E il patteggiamento offerto, con queste condizioni e deadline, è utile solo per Google, ed inoltre non ha alcuna validità legale». Se dunque una denuncia venisse avanzata in un tribunale cinese, Google dovrebbe riprendere da capo il discorso e discutere anche nel paese orientale le propria filosofia di mercato ed il proprio approccio all’editoria cartacea.

Francia eGermania hanno già bocciato le proposte Google Books, l’Italia ha espresso i propri dubbi, l’Unione Europea ha puntato sull’attivismo per promuovere Europeana ed il progetto Arrow. Negli Stati Uniti la trattativa per risolvere la class action da cui è nato tutto sembra essere in piena attività e la nuova scadenza per una audizione è stata fissata per il 9 Novembre prossimo. Google, nel frattempo, ha messo pressione sugli autori presentando il proprio Google Editions con cui conta di costruire un nuovo mercato degli eBook del quale tutti potrebbero fruire siglando la partnership proposta.

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