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Layer Google

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C’è qualcosa di importante nelle ultime offerte di Google per i Webmaster. Strumenti come Sidewiki o Friend Connect, infatti, sono strumenti semplici e interessanti, ma al tempo stesso sembrano sottrarre qualcosa al sistema. Quello che prima era un rapporto quasi personale tra il visitatore del sito e il webmaster, infatti, ora diventa una dimensione mediata: tra le parti si inserisce un “layer” con il logo di Google. In questa mediazione l’utente può sì relazionarsi con il sito, ma lo fa parlando con Google: trasmette i propri dati, offre la propria identità, indica i propri gusti. Ne ottiene in cambio pubblicità mirata, servizi di personalizzazione o addirittura una bacheca ove commentare il sito con altri frequentatori di quelle medesime pagine.

C’è qualcosa di nuovo in questo comportamento. Google, infatti, offre qualcosa ma si prende in cambio molto. Per questo non è detto che il “layer Google” possa funzionare, almeno non nell’immediato: nell’economia dell’esperienza di navigazione, l’utente francobollato non ha ad oggi un valore aggiunto rispetto alla sensazione di immediatezza e controllo che ha invece quando libero dal laccio dell’identificazione.

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