QR code per la pagina originale

Bing, tra i risultati compare Wolfram Alpha

La crescita di Bing passa anche attraverso Wolfram Alpha. Il motore di ricerca Microsoft, infatti, fornirà nelle proprie pagine il materiale proveniente dal motore in partnership, fornendo così all'utenza risultati più completi ed approfonditi

,

Bing ha impresso una nuova accelerazione al proprio processo di crescita. Molti, infatti, i ritocchi apportati al motore di ricerca Microsoft, alcuni nel senso di una maggior strutturazione delle informazioni recepite dal Web, altri nel senso di una migliore organizzazione dell’interfaccia per portare l’utente verso riecrca più approfondite e mirate. Con una chicca a dar valore e risalto a tutte le altre novità: Bing sarà d’ora in poi capace di mettere a disposizione degli utenti anche i risultati ricavati da Wolfram Alpha.

Portare Wolfram Alpha all’interno di Bing significa disporre di informazioni di un certo tipo: estremamente strutturate, scientifiche, ricavate con processi di ricerca avanzati che esulano dal tradizionale rapporto query/serp che finora ha dato vita alla ricerca online. Wolfram Alpha risponde infatti con schede e grafici, portando l’utente a contatto con il dato puro invece che con il sito che dispone del risultato stesso. Wolfram Alpha, quindi, permette a Bing di offrire all’utente risposte più complete tali per cui, cercando ad esempio una ricetta, si vada ad impattare non soltanto con i siti che ne propongono una loro versione, ma anche con uno schedario del potenziale calorico così come archiviato da Wolfram Alpha.

Per il motore di ricerca assorbito trattasi peraltro di un successo importante poiché sarebbe stato impossibile sfidare i big del settore con un approccio simile. Finendo tra le braccia di Bing, invece, Wolfram Alpha potrà ora concentrarsi al meglio sui contenuti, con un vantaggio reciproco che possa dare nuovo smalto al modo di cercare in Rete. Maggior informazioni sulla partnership sono disponibili nell’apposita comunicazione sul sito Bing.

Wolfram Alpha non è però l’unica novità. Dal punto di vista dell’interfaccia, infatti, Bing porta avanti una struttura a schede che, a partire dalla homepage, permette di individuare con maggior esattezza l’ambito delle proprie ricerche prima di formulare la query. Trattasi di una funzione particolarmente utile per le ricerche approfondite, quali ad esempio le query necessarie per la programmazione di un viaggio. Al di là della homepage, inoltre, il motore chiede informazioni ulteriori all’utente con l’intento di fornire la soluzione migliore per le necessità espresse (orari, luogo di partenza o di arrivo, necessità di hotel e aerei, eccetera). «Siamo, dopo tutto, un Decision Engine, non solo un Search Engine».

Tre i principi che Microsoft porta avanti per descrivere le proprie buone intenzioni:

  • La gente vuole un accesso più rapido alla conoscenza;
  • La gente si aspetta più di 10 link blu;
  • C’è oggi una concentrazione maggiore sulla completezza delle informazioni da fornire agli utenti.

Bing, il nuovo Bing, è il riassunto di queste indicazioni. Il motore è ad oggi disponibile nella sua versione “vera” soltanto negli Stati Uniti (ove è già stata peraltro comunicata anche una più profonda integrazione con strumenti social quali Twitter e Facebook), ma nel mercato di competenza sta ottenendo i suoi primi buoni risultati. Nel mese di Ottobre, ad esempio, i dati Hitwise indicano una crescita del 7% nelle query raccolte, il tutto al cospetto di un calo dell’1% tanto da parte di Google quanto da parte di Yahoo. Bing occupa ora negli USA il 9.57% del mercato (contro il 70.6 di Google ed il 16.14 di Yahoo).

Notizie su: