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“Do ut des”: l’utente è merce di scambio

Google chiude la porta a Facebook per l'importazione delle informazioni relative agli utenti mediante la API del servizio Contacs

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Google e Facebook, due delle aziende che con il loro ampio portfolio di servizi rappresentano un esempio esplicativo di quanto oggi il Web ha da offrire, sono nuovamente ai ferri corti. Dopo aver provato senza troppo successo a insidiare lo strapotere della piattaforma di Mark Zuckerberg con il lancio di Buzz, Google sospende l’accesso a una delle funzionalità più utilizzate da Facebook per racimolare nuovi utenti e favorire gli scambi tra iscritti, ovvero l’importazione dei contatti gestiti mediante gli account di bigG.

La mossa, decisa nei laboratori di Mountain View e attuata con la modifica di un passaggio nei termini di utilizzo, specifica che da qui in avanti i vari servizi online potranno sfruttare le tecnologie per l’esportazione dei dati utente solo se a loro volta metteranno a disposizione uno strumento finalizzato al medesimo scopo. In sintesi, Facebook sarà in grado di appoggiarsi nuovamente alle API di Google Contacts solamente quando consentirà ai suoi iscritti di fare altrettanto in direzione contraria (da Facebook a Google).

Se è vero che da qualche tempo il social network ha introdotto la possibilità di esportare alcune delle informazioni relative al proprio profilo e ai contenuti condivisi (non in tutti i paesi la feature risulta già attiva), lo stesso non vale per l’elenco degli amici. Dalle pagine di Facebook, oggigiorno, non si è in grado di ricavare un file contenente l’indirizzo email o il numero di telefono dei propri contatti per utilizzarlo successivamente in altri siti.

La decisione presa da Google in nome di una totale apertura del Web, in realtà, rischia di rendere solo più macchinoso il procedimento richiesto per l’importazione dei contatti su Facebook. Da Contacts sarà comunque ancora possibile esportare un documento con gli estremi dei propri conoscenti e a Facebook, a questo punto, non resta che chiedere ai propri iscritti un semplice upload.

Ma in questa battaglia combattuta sugli utenti, gli utenti stessi sembrano essere più che altro merce di scambio che i grandi servizi di Google e Facebook (ed altri) si contendono.

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